Tecnologie incontrollate e crisi climatiche. Agenda 2024. Ottimismo un po’, paura tanta

Di Massimo Falcioni

08 gennaio 2024

All’inizio di ogni nuovo anno la domanda è sempre la stessa: come saranno i prossimi 12 mesi? In questo caso, come sarà il 2024? In generale aumenta chi vede un mondo in “turchese”, il colore dell’ottimismo. Il 70% degli umani (intervistati) dice di essere ottimista, certi che il 2024 sarà migliore del 2023.

Questo, almeno, è il risultato dei dati raccolti da IPSOS (leader mondiale nelle ricerche di mercato) riguardanti 25.000 persone di 34 Paesi, Italia compresa. Il sondaggio ha analizzato come è stato vissuto il 2023 e quali sono le aspettative per il 2024 in merito a tematiche importanti per la vita di tutti i giorni, quali: economia, ambiente, sicurezza, società e tecnologia. I dati indicano una svolta rispetto al passato? Non proprio: più o meno è sempre stato così, particolarmente dal 2000 a oggi. Le eccezioni confermano la regola. Caso mai, l’eccezione adesso riguarda i cambiamenti climatici, con la paura che aumentino significativamente, in negativo, almeno nei Paesi oggetto della ricerca. Il Covid-19, dalla fine del 2019, è stata una mazzata globale, almeno fino al 5 maggio 2023 quando la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ufficialmente dichiarato la fine della specifica emergenza sanitaria. Come sempre, tuttavia, la medaglia ha due facce. Il calo delle crisi sanitarie è stato subito controbilanciato da un’escalation delle tensioni geopolitiche fino alle esplosioni di due guerre devastanti quali l’invasione della Russia in Ucraina dal febbraio 2022 e lo scoppio del conflitto israelo-palestinese, nell’ottobre 2023. In questo quadro, non proprio rassicurante, nel corso del 2023 ci sono stati catastrofi naturali e fenomeni meteorologici sempre più imprevedibili e instabili, con un continuo aumento delle temperature estive che, secondo non pochi osservatori, inducono a un potenziale peggioramento del riscaldamento globale. Tutto negativo, dunque? No. Nel 2023 ci sono stati cambiamenti e progressi significativi nel mondo della tecnologia. OpenAI ha fatto fare un salto di qualità nel trasformare la percezione e l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, modificando ulteriormente il modo di intendere e gestire il rapporto con la tecnologia. 


In sintesi, si può dire che neppure i fatti più negativi (dal Covid, alle catastrofi naturali, alle guerre) tolgono l’ottimismo, almeno a un numero considerevole degli intervistati. Tuttavia, oltre la metà delle persone (53%) considera il 2023 un anno negativo per sé e per la propria famiglia e il 70% un anno negativo anche per il proprio Paese. Queste percentuali rappresentano un miglioramento rispetto ai dati del 2022 (+3 punti), ma è evidente come resti ancora un percorso considerevole da percorrere per tornare ai livelli pre-Covid del 62%-65% nel 2018/19.
Il miglioramento di coloro che descrivono il 2022 come un anno negativo per il proprio Paese mostra segnali di ripresa a livello globale. Dei 34 Paesi intervistati, in 27 le percentuali sono aumentate rispetto ai risultati dell’anno precedente. I miglioramenti più significativi si osservano in Polonia (17 punti in meno), Thailandia (16 punti in meno) e Messico (15 punti in meno).


Anche in Italia si registra un miglioramento rispetto allo scorso anno, con il 72% che ritiene che il 2023 sia stato un anno negativo per il Paese contro l’82% dell’anno prima. Allo stesso modo, si abbassa al 45% la quota di italiani che giudica il 2023 un anno negativo per sé e la propria famiglia (contro il 55% del 2022). Si vive, dunque, con un atteggiamento pessimistico, con una pesante cappa sul capo? No. C’è, è vero, un atteggiamento su scala globale sostanzialmente “inclinato”. Tuttavia le aspettative delle persone per il 2024 lasciano spazio all’ottimismo. L’ottimismo per il prossimo anno è in aumento, con il 70% delle persone nel mondo – come già scritto - che pensa che il 2024 sarà un anno migliore del 2023. Questo dato è in aumento di 5 punti rispetto al 2022, quando l’ottimismo è sceso al minimo decennale del 65%. Nel complesso, l’ottimismo per il 2024 è maggiore tra i Paesi Europei, in particolare in Polonia, Spagna, Gran Bretagna (11 punti in più) e Svezia (12 punti in più), rispecchiando i segnali di ripresa economica osservati in Europa nel 2023. In Italia, invece, si registra un aumento più contenuto, con il 59% che sostiene che il 2024 sarà un anno migliore (+5 punti rispetto al 2022).

Foto di Stephen Dawson per Unsplash

Rispetto all’economia resta alta la preoccupazione globale per il 2024. In media, il 70% prevede che nel 2024 l'inflazione e i tassi di interesse del proprio Paese saranno più alti rispetto al 2023. Ci sono timidi segnali positivi, con un calo di 5 e 4 punti rispetto ai risultati della rilevazione dello scorso anno. Su 34 Paesi esaminati, 10 mostrano un miglioramento nella percezione in merito all’inflazione, in modo più significativo in Paesi europei come Polonia (30 punti in meno), Svezia (25 punti in meno), Ungheria (23 punti in meno), e Gran Bretagna (17 punti in meno). Anche in Italia si registra un miglioramento, con il 67% (11 punti in meno rispetto al 2022) che pensa sia più alta del 2023. E passiamo alla tecnologia, in particolare all’Intelligenza Artificiale. a livello internazionale, il 56% si aspetta che i medici utilizzino regolarmente l’Intelligenza Artificiale per decidere le cure da dare ai propri pazienti (in aumento di 18 punti rispetto al 38% dal 2019) e il 43% si aspetta che l’Intelligenza Artificiale porti alla creazione di posti di lavoro. Al contempo è il 64% a pensare che l’AI porterà alla perdita di posti di lavoro.

Novità sull’utilizzo dei social media: il 41% prevede di utilizzare meno i social, percentuale in aumento di 13 punti rispetto al 28% del 2019. C’è, poi, il nodo sicurezza. A livello globale meno della metà delle persone (31%) si aspetta che la guerra in Ucraina finisca, quota in diminuzione del 9% rispetto allo scorso anno. Questo pessimismo si osserva fortemente nei Paesi europei, tra cui Svezia (25 punti in meno), Polonia (18 punti in meno), Spagna (17 punti in meno) e Italia (10 punti in meno). Infine, resta molto alta la preoccupazione per il cambiamento climatico: si pensa che quel che si è visto fin qui sia solo l’inizio dell’emergenza climatica. A causa degli incendi e delle temperature estreme durante i mesi estivi, in Italia l’80% degli intervistati è certo che nel 2024 le temperature aumenteranno.

Il 71% crede che nel 2024 ci saranno più eventi meteorologici estremi rispetto al 2023 e questa tendenza riflette anche la crescente preoccupazione per gli impatti imprevedibili dei cambiamenti climatici, con il 51% che pensa possibile una catastrofe naturale in Italia. Considerati gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni, emerge una crescente urgenza che il governo fornisca maggiori indicazioni su come mitigare il cambiamento climatico. Al contempo meno della metà degli italiani (48%) sostiene che il governo introdurrà obiettivi più impegnativi per ridurre più rapidamente le emissioni di carbonio. Una quota più alta, pari al 59%, invece pensa che saranno introdotte più restrizioni per ridurre la quantità di persone che guidano in auto. Tutto qui? No. Potrebbero arrivare altre “sberle”, extra naturali. Il 71% a livello internazionale (79% in Italia) prevede un aumento dell’immigrazione con aumento di instabilità sociale e nuovi nodi da sciogliere. Finale con ciliegina sulla torta, si fa per dire. Il 22% (16% di italiani) pensa che un asteroide possa colpire la Terra nel 2024. Tacabanda!