AI e campagne elettorali

19 dicembre 2023

Di Giulio Silvano

Il documentario del 2020, The Great Hack, mostrava come i social network possono avere, e hanno avuto, un impatto nelle elezioni in paesi democratici. I dati ricavati dagli utenti iscritti ai social vengono usati per profilare le persone che diventano poi obiettivi di campagne ad hoc, con pubblicità mirate in base al profilo. Tra i casi citati c’è il referendum per la Brexit. Ma ancora prima del microtargeting e di aziende come Cambridge Analytica, la stessa tanto celebrata vittoria di Barack Obama si deve in parte anche all’uso attivo dei social da parte del candidato – il primo presidente su Twitter, con più follower di molte rockstar. Ora, nel mondo delle campagne elettorali, è arrivato però un nuovo strumento tecnologico che potrà avere, così come i social, un impatto sul futuro delle democrazie: l’Intelligenza Artificiale. 

Fonte: Midjourney AI Generator


Ne abbiamo già visto un assaggio quando, annunciata la prima incriminazione dell’ex presidente Donald Trump, sono apparse delle fotografie finte, ma verosimili, in cui veniva arrestato, trascinato in manette dalla polizia o con addosso la tipica tuta arancione dei carcerati. L’impatto di queste immagini fake prodotte dall’intelligenza generativa non va sottovalutato, perché ha dato inizio a una narrazione ancora adesso esistente, e da cui Trump beneficia, cioè che è una vittima del sistema. Ma, appunto, questo è solo un assaggio delle potenzialità dell’AI in questo ambito. Il candidato repubblicano Ron DeSantis ha usato diverse immagini generate con l’intelligenza artificiale nelle sue campagne, spesso senza avvertire che si trattava di fotografie finte, e questo preoccupa molti esperti perché le campagne del futuro potrebbero avere molta meno aderenza con la realtà, o la certezza che un prodotto video o fotografico sia reale. Dalle fake news si passa ai fake video.


Ma non è solo una questione visiva. In un paese come gli Stati Uniti dove le campagne, soprattutto per le elezioni locali vengono fatte porta a porta o al telefono, e non solo postando sui social, è stato introdotto un nuovo sistema di utilizzo dell’Ai con fini propagandistici. Ashley è un nuovo chatbot che telefona e chiacchiera con i potenziali elettori, un’evoluzione dei messaggi registrati, perché Ashley ha una personalità, spiega e risponde con precisione alle domande. La sta usando la candidata democratica Shamaine Daniels per conquistare un distretto congressuale della Pennsylvania occupato dal trumpiano Scott Perry. “La mia campagna”, ha scritto Daniels su X (Twitter), “sta aprendo la strada a un uso etico e trasparente di un nuovo strumento elettorale potenziato dall’AI”. Nelle ultime settimane il robot ha fatto centinaia di telefonate, un lavoro che prima veniva fatto fare a volontari o tramite messaggi registrati. L’azienda londinese che ha sviluppato Ashley, Civox, ha fatto sapere che per il 2024 sono in corso grandi cambiamenti nel settore e che robot come Ashley faranno milioni di telefonate al giorno. “Il futuro è adesso”, ha detto il Ceo.

Fonte: Midjourney AI Generator


Come mostrano questi due esempi, il robot telefonico e le foto deepfake, le potenzialità dell’Ai in una campagna politica hanno un ampio raggio di potenzialità. Non si sa ancora bene come verrà usata, e cosa si inventeranno i diversi comitati elettorali e spin doctor e social media manager per un’elezione piuttosto importante come quella del 2024 per la Casa Bianca. O magari anche per le elezioni Europee. Ancora non sappiamo bene se eventualmente l’Ai applicata alla politica verrà regolata dai governi. Intanto Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg che comprende Facebook, Instagram e WhatsApp, ha deciso di bloccare tutti i contenuti creati con l’AI da parte di profili e utenti legati a campagne elettorali. “Crediamo che questo approccio ci permetterà di capire meglio i rischi potenziali e creare le giuste garanzie per l’uso dell’Ai generativa negli annunci pubblicitari che hanno a che fare con temi potenzialmente sensibili”, ha fatto sapere l’azienda. 
Nel frattempo, qualche giorno fa anche Vladimir Putin ha mostrato il suo utilizzo delle nuove tecnologie: ha chiacchierato in diretta televisiva con una versione deepfake di sé stesso, e ha scherzato dicendo “questo è uno dei miei sosia”.