Artemis 1: L’uomo ritorna sulla Luna ma per colonizzarla

16 novembre 2022
La Nasa costruirà una base nel Polo sud lunare

Di Mauro Morra

“Ci sono solo due problemi da risolvere quando si va sulla luna: primo, come arrivarci; e secondo, come tornare indietro. La chiave sta nel non partire prima di aver risolto entrambi i problemi” affermò Neil Armostrong a valle delle missioni Apollo tra gli anni 60 e 70. 

Dopo 50 anni esatti, siamo tornati sul satellite grazie alla missione Artemis 1 della Nasa.

Alle 7:48 (ore italiane) del 16 novembre 2022, Il razzo SLS della Nasa ha lanciato la navicella Orion ed il suo Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) verso l’orbita terrestre. La durata totale della missione è di 25 giorni, 11 ore e 36 minuti.

Il lancio, avvenuto dal complesso del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, inizialmente programmato lo scorso 29 agosto, poi rinviato a causa di un guasto nel terzo motore del lanciatore SLS; è avvenuto con successo, orgoglio ed entusiasmo di tutta la comunità scientifica, in questa nuova finestra di lancio.
 
La partenza di Artemis 1 da Cape Canaveral, Florida, Stati Uniti

Orion girerà per alcune ore intorno alla Terra, come già fa la Stazione Spaziale Internazionale, ma ad un’altitudine diversa.

Dopo aver aperto i pannelli fotovoltaici per caricare le batterie, la navicella, grazie all’ l’European Service Module (ESM), utilizzato per fornire la propulsione e l'energia elettrica, e grazie all’Orbital Maneuvering System (OMS), il sistema di motore a razzo, inizierà il suo viaggio verso la Luna. La durata è di 6 giorni al termine del quale Orion inizierà il suo viaggio di ritorno, sfruttando, come per il viaggio di andata, l’orbita lunare.

Immagine dimostrativa di Orion

La colonizzazione

Il programma Artemis dà il via alla costruzione di una stazione spaziale nell’orbita della Luna e l’Artemis Base Camp; la prima colonia sul satellite. Per realizzare questi obiettivi, seguiranno altre 2 missioni: Artemis 2 il lancio del primo gruppo di astronauti che orbiteranno per giorni attorno alla Luna, e Artemis 3, la missione che porterà di nuovo l’uomo sulla Luna. 

Uno studio pubblicato sul Journal of Cleaner Production ha identificato l’urea (composto presente nell’urina), come ingrediente speciale, utilizzabile come un efficace elemento plastificante per il calcestruzzo delle strutture. 

L’obiettivo è quello di costituire un avamposto permanente nel Polo sud lunare per dar vita a un'esplorazione scientifica di lungo termine, in un nuovo scenario di Space economy volto sia all’estrazione di preziosi minerali presenti sul suolo lunare (isotopi rarissimi) fondamentali per la continuazione della vita sulla Terra; alla realizzazione di un “middle point” che consenta di avvicinare l’uomo verso la prossima colonizzazione di Marte, prevista entro la metà degli anni ’30.

Il contributo italiano

Fondamentale il contributo degli ingegneri e tecnici di Leonardo che hanno realizzato i pannelli fotovoltaici; ovvero le ‘ali’ e unità elettroniche per l’alimentazione del modulo Orion. Di estrema importanza anche la collaborazione di Thales Alenia Space, Telespazio ed alcune aziende tra le quali DTM Technologies, CrioTec, Aviotec e Argotec; sono state messe al servizio dello Spazio una moltitudine di competenze distintive nel campo delle infrastrutture, della robotica e dell’intelligenza artificiale. 
A bordo del razzo SLS, come avvenne con il disco d’oro nelle missioni Voyager, una chiavetta USB contenente immagini, canzoni e poesie ispirate alla Luna; inviate da scuole, ospedali e cittadini italiani. L’iniziativa denominata “l’ASI ti porta sulla Luna” intende portare intorno alla Luna il pensiero e la creatività dell’umanità che la guarda da quaggiù”.

Esperti Leonardo al lavoro sui pannelli fotovoltaici dell’Esm di Orion al Kennedy Space Center della Nasa. Credits: Leonardo

Per rispondere all’emergente crescita dell’industria privata nel settore spaziale, tra i quali, player come SpaceX e Blue Origin, pionieri nella generazione di economie di scala sulle nuove tecnologie spaziali, oltre alle innumerevoli start-up operanti nel comparto delle telecomunicazioni; la Fondazione Leonardo, all’interno del protocollo d’intesa con il SEE Lab dell’Università Bocconi, è attiva promotrice di diversi progetti e iniziative volte alla definizione di quelli che saranno i necessari profili normativi sull’ emergente Space Law.

In tal senso, ha avviato un protocollo d’intesa con il dipartimento Scienze Politiche dell’Università Sapienza, per gettare le basi di una nuova regolamentazione spaziale. 

Nel dettaglio, le questioni che sono oggetto di studio di ricerca sono volte alla definizione circa lo stato delle questioni spaziali e lo stato delle regolamentazioni nazionali, europee ed internazionali; la necessità di una legge nazionale ed infine i caratteri essenziali di una legge nazionale.

Inoltre, è stata avviata una convenzione con l’Università della Tuscia, per affrontare il tema della Space Debris; l’obiettivo è avviare un progetto di ricerca sull’innovazione e la sostenibilità nello Spazio: la rimozione dei detriti spaziali come problema giuridico.

G20 L’italia per lo Spazio: intervento dell’Astronauta Roberto Vittori

«Siamo orgogliosi di poter supportare la visione e l’opera d’ingegno dell’umanità per creare comunità stabili sulla Luna, oggi con equipaggiamenti high tech, domani con robotica, orologi atomici e sensori, tecnologie che in Leonardo sviluppiamo per lo spazio da oltre 60 anni»

Giovanni Fuggetta, Svp Divisional Space Business di Leonardo