Barriere fonoassorbenti e fotovoltaiche, lotta contro il rumore e produzione di energia elettrica pulita. L’Umbria “copia” la A22 del Brennero

Di Massimo Falcioni

09 gennaio 2024

Non c’è strada senza rumore. Rumore, soprattutto sulle strade di grande scorrimento, prodotto per lo più dai motori e dal rotolamento delle ruote di camion, auto, moto. Rumore, particolarmente in prossimità dei centri abitati, non solo molto fastidioso ma dannoso per la salute e anche per il mercato immobiliare. I propulsori elettrici modificheranno, almeno in parte, questi aspetti negativi della mobilità. Tuttavia, specie in riferimento alle autostrade e alle strade principali extra urbane, l’elettrico non risolverà del tutto il problema: basti pensare ai rumori da rotolamento dei pneumatici. L’inquinamento acustico prodotto dalle infrastrutture di trasporto è un nodo presente quasi ovunque, in particolare nei centri urbani e zone limitrofe.

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In Europa oltre 100 milioni di persone nei 33 paesi dell’Unione Europea (UE) sono nella tenaglia del rumore da traffico a livelli di rischio, superiori di 55 dB(A), mentre quasi 35 milioni di cittadini sono esposti a livelli maggiori di 65 dB(A). Esposizioni assai negative con effetti pesanti sulla salute quali cardiopatie ischemiche, ipertensione, disordini del sonno, compromissione dell’apprendimento. La prevenzione dell’inquinamento acustico causato dalle infrastrutture stradali è molto importante per il miglioramento delle condizioni di vita sia in ambito urbano che extraurbano. Questioni non semplici. Il rumore causato dal traffico stradale è un fenomeno articolato e complesso, specie per le differenti cause che lo determinano.

E’, comunque, l’interazione pneumatico / pavimentazione a costituire la fonte più pesante del rumore da traffico, specie per velocità da 40 a 120 Kmh. Problemi accentuati anche dal tipo di veicoli, specie in autostrada, superstrade e tangenziali: basti pensare al rumore di turbolenza dovuto al rotolamento sugli attuali imponenti SUV, molto più accentuato delle auto “normali”, dovuto all’aria che si comprime tra battistrada e suolo Nel rumore da rotolamento intervengono sia fenomeni aerodinamici che vibro-dinamici. Il rumore aerodinamico è dovuto alla compressione e alla seguente espansione dell’aria intrappolata tra il battistrada dello pneumatico e la pavimentazione. Questo meccanismo è conosciuto come air pumping e causa rumore a frequenze maggiori di 1 kHz. Eventuali risonanze di cavità del battistrada contribuiscono alla generazione del rumore aerodinamico. Il rumore vibro-dinamico copre frequenze più basse di 1Khz ed è dovuto alle vibrazioni dello pneumatico causate dall’impatto dello stesso contro le irregolarità della superficie stradale. Su queste questioni, solo apparentemente semplici, della lotta contro il rumore (sulle strade e non solo) e della produzione di energia elettrica si lavora per ridurne almeno le conseguenze più pesanti sulla salute dei cittadini e, più in generale, sull’economia dei territori e dell’intero Paese. Insomma, i sistemi di contenimento del rumore stradale esistono e funzionano. Non solo. Data la natura statica di questi dispositivi e in ragione della corretta esposizione ai raggi solari, si è deciso di trasformare un problema in opportunità arricchendo queste barriere con pannelli fotovoltaici in grado di generare energia pulita a vantaggio di differenti servizi per i cittadini. In Italia ci sono esempi esemplari di barriere fotovoltaiche antirumore.

Fra questi spicca quello dell’autostrada del Brennero A22 realizzato nel 2010 vicino al comune di Rovereto (TN), via via aggiornato con specifici pannelli capaci di fornire il doppio servizio: riduzione del rumore e produzione di energia. In questo caso, con solo poco più di un chilometro (lunghezza 1070 metri, altezza 5,60 metri) di pannelli applicati sui fonoassorbenti si è creata una barriera ottimale per questioni acustiche (verticale) e quella ottimale per la massima produttività energetica (35°) garantendo bel 750.000 kWh all’anno di energia elettrica corrispondente al fabbisogno energetico annuo di più di 250 famiglie. Adesso tocca all’Umbria. Considerato l’aumento del problema sulle strade e i risultati positivi ottenuti sulla A22 e anche su altri tratti di autostrade e strade nazionali, la Regione Umbria ha chiesto ad ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali) di realizzare lo stesso tipo di impianti lungo le rampe di Ponte San Giovanni dove è stato approvato (novembre 2023) il piano di raddoppio delle rampe all’innesto tra la E45 e il raccordo Perugia-Bettolle. Altre Regioni sono in movimento per affrontare gli stessi problemi utilizzando sostanzialmente le barriere fonoassorbenti e fotovoltaiche capaci di ridurre il rumore e di produrre energia rinnovabile. Insomma una scelta fattibile, versatile, realistica capace di migliorare la qualità della vita di cittadini e utenti e contribuire all’efficienza energetica. Come si dice, prendere due piccioni con una fava.