Benvenuti “5 Stelle” nel mondo dei partiti

Di Oriano Giovanelli

07 dicembre 2021

È davvero benvenuta la notizia che, avendo Conte indetto un voto on line sulla decisione di aderire anche da parte dei “5 Stelle” al finanziamento del loro movimento attraverso il 2x000, oltre il 70% dei partecipanti al voto abbia detto Sì. C’è chi ironizza chi recrimina io sinceramente plaudo. Se questo primo passo fosse poi l’occasione per tornare sul finanziamento pubblico alla politica e perché no sulla reintroduzione della elettività delle Province così barbaramente trattate, dei Consigli di Circoscrizione  nelle città (cito questi tre crimini perpetrati dal centrosinistra in formato ameba) la politica  nel senso migliore del termine e la democrazia tornerebbero a respirare. Massimo D’Alema recentemente ha lamentato l’assenza delle ideologie nella vita politica. È questione di cui sono convinto e vado dicendo da tempo. Le utopie stanno ai benpensanti imbelli come lo scontro fra ideologie sta alla lotta concreta per cambiare il corso della storia. Senza partiti, senza pensieri forti, senza strumenti di partecipazione fino alla realtà più prossima  alla vita quotidiana delle persone esiste solo il pensiero unico. La ragione dei forti che, dominando tecnologia e comunicazione, poggiano sulle spalle di una montagna sempre più alta di deboli precari sfruttati. Ecco perché il parto dei 5 Stelle è importante. Essi hanno rappresentato una reale novità nella politica decadente nazionale, hanno squassato il vecchio sistema di fare politica puntando sulla potenza dei social, hanno mostrato ad una realtà statica la potenza dei big data prima di Trump, hanno fatto scivolare in secondo piano l'altro grande innovatore, Berlusconi con le sue tv commerciali. Ma nessuno sfugge alla stretta che la politica impone: i fatti, i poteri, da che parte stare. La loro esperienza ci consegna la coscienza che la tecnologia ha una ambivalenza che può sfuggire anche a chi la usa. Può catalizzare e tenere assieme l'indistinto ma è altrettanto brutale nel presentare il conto della assenza di coerenze, di risultati. Ecco perché il loro parto non è pienamente compiuto. Adesso tocca al “non siamo né di destra né di sinistra”.


Chi non è né di destra né di sinistra è di destra perché è semplicemente “siede” (è proprio il caso si dirlo per molti “5 Stelle”) con un pensiero bizzarro su uno stato di cose immodificato. Il loro antisistema privo di una critica alle leggi immutabili del capitale alla fin fine è stata una manna per i poteri dominanti. Se tu metti insieme critiche al sistema dove dentro ci sta tutto e il contrario di tutto la somma finale sarà solo il tuo discredito, la tua impotenza e alla fine la tua rassegnazione. Canalizzare in un vicolo cieco la critica agli effetti deteriori del liberismo, contribuire a sfiancare le forze della sinistra storica in difficoltà davanti ai grandi cambiamenti che coinvolgono il mondo, la delegittimazione dello strumento politica, unica vera arma contro lo strapotere della economia, è il regalo più grande che si potesse fare e si è fatto al capitale dominante proprio mentre mediaticamente si voleva dare l'idea di avversarlo. I padroni, quelli veri non sono mai stati tanto forti. Senza questa riflessione i “5 stelle” rimarranno una forza sprecata, equivoca, alla fin fine inutile ad una idea di reale cambiamento. Ho letto di una loro richiesta di adesione al gruppo S&D in Europa ma, al di la del mio giudizio sulla politica di quel gruppo, non vedo le basi di una riflessione politica nei “5Stelle” che sostenga quella richiesta. A volte si confonde il bisogno del paese di evitare scontri all’ultimo sangue e trovare punti di intesa, con pensieri di marmellata, privi di consistenza e indifferenti alle diversità radicali di interessi che nella realtà esistono. Niente di più sbagliato. La dico così: solo un autentico pensiero di sinistra potrà rispettare un autentico pensiero di destra e se serve con questo fare intese. Solo chi esercita il conflitto sa che ad un certo punto si deve fare sintesi. Ma consegnare il paese a chi il conflitto lo rifugge, il pensiero critico lo teme è ciò che ha prodotto fino ad oggi la presenza dei “5 Stelle” nel panorama politico nazionale. Che quel voto sul 2x000 segni una svolta è per ora, purtroppo, solo un sincero auspicio.