Indice di digitalizzazione dell’economia e della società 2022

di Claudia Figliolia

05 settembre 2022

Il 28 luglio sono stati pubblicati dalla Commissione Europea i risultati dell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) 2022 che misura i progressi compiuti dagli Stati europei per realizzare un’economia e una società digitali.
Pur a fronte di un cospicuo avanzamento registrato dalla maggior parte degli Stati membri, ancora molteplici restano le carenze riscontrate: e così, sebbene l'UE abbia una copertura completa della banda larga, solo il 70% delle famiglie può beneficiare della connettività di rete fissa ad altissima capacità (VHCN); gran parte della popolazione, inoltre, non ha ancora competenze digitali di base e, relativamente all’integrazione della tecnologia digitale, nel 2021 solo il 55% delle piccole e medie imprese (PMI) ha raggiunto almeno un livello di base nell’adozione delle tecnologie digitali.
L’Italia si colloca al 18º della classifica: sebbene stia «guadagnando terreno, (…) la trasformazione digitale sconta ancora varie carenze cui è necessario porre rimedio»: ancor oggi oltre la metà dei cittadini italiani non dispone neppure di competenze digitali di base, la percentuale degli specialisti digitali è inferiore alla media europea e, pur a fronte dei progressi registrati nell’ambito della connettività, permangono talune carenze nella copertura delle reti ad altissima capacità. L’utilizzo dei servizi cloud, invece, ha rigistrato una considerevole crescita, mentre resta ancora alquanto limitata «la diffusione di altre tecnologie cruciali come i big data e l’intelligenza artificiale».
Come si legge nel rapporto, «Dando continuità alle iniziative intraprese e sfruttando i molti punti di forza di cui il paese dispone, l'Italia potrebbe migliorare ulteriormente le proprie prestazioni nell'ambito del DESI. Il piano nazionale di ripresa e resilienza, che è il più cospicuo d’Europa, le offre i fondi necessari per accelerare la trasformazione digitale. Il paese dispone poi di una robusta base industriale e di comunità di ricerca in settori chiave come l'intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni e la quantistica. Questi punti di forza si potrebbero sfruttare per dispiegare il digitale in tutti i settori dell’economia, nel pieno rispetto dell’approccio antropocentrico propugnato dai principi digitali».