Educazione digitale: l'invito del Consiglio UE agli Stati membri

28 giugno 2022

Di Giuseppe Leone

In Italia, come in altri Stati europei, c’è molto da fare per arrivare ad un livello accettabile di educazione digitale dei propri cittadini e, soprattutto, delle giovani generazioni. Ed il Consiglio UE da tempo ha invitato gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di questo obiettivo da raggiungere in tempi relativamente brevi.
Sono cinque, in particolare, le linee indicate dal Consiglio: 1) promuovere l’integrazione delle tecnologie dell’istruzione digitale e l’acquisizione di competenze digitali, comprese le componenti digitali; 2) incoraggiare la valutazione, la garanzia della qualità e la convalida dei risultati di modalità di apprendimento innovative; 3) riflettere sui modelli pedagogici e sull’istruzione e la formazione di docenti ed educatori in genere; 4) promuovere l’inclusione di tutti, alunni e studenti, colmando le diseguaglianze sociali ed il divario digitale, garantendo loro parità di accesso nelle opportunità ed ambienti di apprendimento digitali adeguati; 5) prendere in considerazione investimenti adeguati nell’istruzione digitale, sfruttando tutte le possibilità offerte dal PNRR, in particolare i progetti-faro “Collegare” (Connect) e “Riqualificare e migliorare le competenze digitali” (Reskill and Upskill).


Quanto al primo punto, si sottolinea che è necessario procedere in tal senso al fine di migliorare l’insegnamento, la formazione e l’apprendimento in tutte le tipologie e a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione in una prospettiva di apprendimento permanente. Sul punto tre il Consiglio UE evidenzia la necessità di mettere in condizione docenti, formatori, educatori e altro personale pedagogico – come i formatori dei docenti – di intraprendere percorsi di formazione professionale iniziale e continua al fine di sviluppare e migliorare le loro capacità e competenze digitali e le loro conoscenze di base nel campo delle “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” (in sigla TIC), fino ad un livello tale da consentire loro di lavorare con fiducia con le tecnologie dell’istruzione digitale e di poter fornire formazione di elevata qualità.
A muoversi per la promozione dell’educazione digitale è stata anche la Commissione UE con la proposta di raccomandazione, adottata poi dal Consiglio Europeo, sull’”apprendimento misto per un’istruzione primaria e secondaria di alta qualità ed inclusiva”. Secondo la Commissione, l’apprendimento misto può contribuire a migliorare l’inclusività dell’istruzione nelle zone rurali e remote ed anche tra le comunità nomadi, negli ospedali e nei centri di assistenza.


Tutti gli ambienti e gli strumenti di insegnamento, poi, dovrebbero essere accessibili in misura uguale ai gruppi minoritari ed ai minori con disabilità oppure provenienti da contesti svantaggiati dal punto di vista socio-economico e non dovrebbero dar luogo a discriminazioni o segregazioni.
Secondo la proposta di raccomandazione, inoltre, gli Stati membri dovrebbero fornire ulteriori opportunità e sostegno mirato ad alunni e studenti con difficoltà di apprendimento o con bisogni educativi speciali perché appartenenti a gruppi svantaggiati o interessati da interruzioni scolastiche. Nell’ambito di tali opportunità formative dovrebbero trovare impiego le nuove tecnologie e gli Stati membri dovrebbero promuovere lo sviluppo delle competenze digitali non solo dei discenti, ma anche delle loro famiglie e degli insegnanti, nonché incoraggiare gli investimenti a livello di scuola e comunità nei dispositivi disponibili e nella connettività.