Fisica e psicologia delle folle

20 dicembre 2021

Di Daniela Sessa

Più di sei persone per metro quadro, secondo uno studio dell’Università di Dresda, risalente all’analisi dei filmati della strage per ressa durante il pellegrinaggio alla Mecca del 2006, è una folla. Come tale le se persone si comportano: ansia, panico e poi fuga e calpestio disordinato. Nell’inghippo del lessico folla e follia sono una figura etimologica: affollarsi è uguale a impazzire. 
Mentre i governi mondiali stanno tentando di arginare la quarta ondata di contagi da Covid con misure restrittive per i contatti umani - nel tentativo di salvare vite ed economia - l’onda provocata da una massa di persone in movimento o la stessa massa in posizione statica dentro lo stesso luogo diventa il modello di riferimento per la geometria pandemica: un metro di distanza tra i banchi singoli nelle aule, sei o otto commensali (senza green pass) a tavola, differenziazione per luoghi all’aperto o al chiuso, numero massimo di persone per metro quadro ammesse dentro gli esercizi commerciali e dentro i luoghi della cultura, garanzie di sicurezza nei mezzi di trasporto (qui i ricercatori di Dresda avrebbero ampio materiale di studio). Se i virologi dicono, e non c’è motivo per obiettare, che la distanza riduce il contagio, è pur vero che questi provvedimenti offrono almeno due considerazioni.

La prima domanda è se il comportamento della folla in questa emergenza sanitaria sia davvero folle. Il balzo dei contagi a seguito di manifestazioni di massa è stato evidente nel caso degli Europei di calcio (85% di contagi secondo la Public Health England), nell’Unione Europea per le manifestazioni contrarie a nuovi lockdown o al green pass e in India per il grande bagno rituale dell’aprile scorso per il Kumbh Mela. Se non è follia, può dirsi imprudenza. La seconda considerazione deriva dalla contrapposizione tra saggezza e follia, come rilevano gli studi della psicologia delle masse. Fu il pensatore francese Gustave Le Bon in “Psicologia delle Folle” a individuare nel singolo che si fa massa comportamenti quali la suggestionabilità reciproca, esasperazione dei sentimenti, impulsività e aggressività. In anticipo di qualche anno Alessandro Manzoni ne aveva dato due splendide rappresentazioni nel suo romanzo, con la folla all’assalto dei forni e con le processioni per scacciare la peste, ca va sans dire. Il modello di Le Bon, usato poi per studiare i fenomeni del consenso ai Totalitarismi del Novecento, ha interessato sia la psciconalisi- Freud trovò nella folla l’eclissi del SuperIo- sia la sociologia, che con Ralph Turner sposta l’analisi dal pregiudizio dell’istintività a quello della comunanza di obiettivi comuni in chi si aggrega. La fisica della folla applicata al caso Cina rivela un altro modello alternativo al disordine occidentale: le immagini dei raduni o le parate cinesi rivelano una perfetta coreografia in cui il corpo dell’individuo si simbolizza.


In ogni caso l’acting out delle folle appare sempre più come il modello per testare quella che gli psicologi del MIT definiscono Wisdom of crowd, la saggezza della folla dal titolo di un romanzo del 2004 del giornalista americano James Surowiecki. La scienza dei disastri causati dall’affollamento può contare su un lungo elenco di fatti. Ne citiamo due: la tragedia dello stadio Heysel nel 1985 in Belgio e della discoteca di Corinaldo nelle Marche tre anni fa. Ma i disastri, utili a spiegare ed elaborare modelli di comportamento e di architettura degli spazi, non si rivelano esaustivi per dare a ogni aggregazione il marchio della follia. 
La fame di folla può, nel contesto attuale, diventare un bisogno primario e il rischio di spostare tale necessità dalle relazioni umane a quelle virtuali è più che serio con ricadute sullo stato emotivo delle persone di ogni età, non solo degli adolescenti ma anche di quella generazione X che ha vissuto eventi come il Live Aid del 1985 con 72mila spettatori scatenati nello stadio di Wembley. Ben diverso da quel momento di lucida follia che spinse Orson Welles ad annunciare ai newyorkesi l’invasione di una folla di alieni. Perché si sa, a essere folli sono sempre gli alieni…