Geminidi sotto l’albero

13 dicembre 2023

Di Serena Ricci

Ogni anno, a dicembre, la Terra attraversa un flusso di detriti lasciato da un asteroide chiamato 3200 Phaethon(Fetonte). Il flusso delle Geminidi, che è stato anche associato agli asteroidi 2005 UD e 1999 YC, deriva da una catastrofica disgregazione del corpo genitoriale iniziale di una cometa rocciosa, che ha perso lo strato ghiacciato a causa dei continui passaggi ravvicinati con il Sole.

Fonte: Clarisse Meyer - Unsplash.com

Invece che dai tipici corpi genitoriali cometari della maggior parte dei flussi, il padre delle Geminidi si muove su un'orbita molto allungata che lo porta molto più vicino al Sole di Mercurio e più lontano di Marte, cuocendosi e congelandosi in modo che la sua superficie si frantuma, spargendo polvere nello spazio. Fetonte è stato scoperto solamente nel 1983, ed ha una struttura asteroidale con un’orbita cometaria. Quest’ultima è  estremamente ellittica, dura 1,4 anni, passa all'interno dell'orbita terrestre che lo porta a 0,15 AU (unità astronomiche) dal Sole e, nell’avvicinarsi, lascia una scia di una gran quantità di materiali facendo pensare ad una cometa estinta che ha accumulato moltissime polveri e materiale roccioso che formano una crosta. Il diffondersi della polvere comporta che, ogni volta che la Terra raggiunge l'orbita del corpo e ne attraversa i detriti, si crea lo sciame meteorico delle Geminidi.

In realtà il nostro pianeta impiega diverse settimane per attraversare i detriti lasciati da Fetonte, ma soltanto per un tempo limitato le Geminidi occupano la scena. E’ infatti verso la metà di dicembre che la Terra attraversa la parte più densa del "torrente di pulviscoli", visto che le Geminidi producono più di 100 meteore all'ora, viaggiando alla velocità di circa 125 chilometri orari, con scarsa probabilità di raggiungere il suolo terrestre, dal momento che bruciano ad altitudini comprese tra 70 e 85 chilometri.

Fonte: Unsplash.com

Per chi fosse stato in vacanza dall’esprimere desideri in agosto, durante la notte di S.Lorenzo, potrà recuperare terreno prima della fine del 2023, assistendo a centinaia di stelle cadenti rivolgendo lo sguardo alla costellazione dei Gemelli, in particolare, dopo le ore 23 del 13 dicembre, quando si alzerà il "radiante", punto da cui sembrano irradiarsi le meteore. Più il radiante è alto nel cielo, più si è rivolti verso il flusso e più meteore si potranno vedere. Le Geminidi sono una corrente meteorica annuale che si sta evolvendo in maniera molto rapida e che probabilmente in meno di un centinaio d'anni non si potrà più osservare. A partire dalla metà del 1800, quando furono segnalate per la prima volta, il loro numero è aumentato in modo sistematico: da meno di 20 meteore/hr al finire del secolo XIX, a circa 50 negli anni '30, a 80 negli anni '70, fino a oltre 100-120/hr ai giorni nostri. Per la fine di quest’anno, senza scomodare Babbo Natale, alziamo dunque lo sguardo verso il cielo ed esprimiamo i desideri più sfacciati!