Golden Power e settori produttivi strategici

23 gennaio 2023

Di Giuseppe Leone

Dal 6 dicembre 2022 sono entrate in vigore le disposizioni del decreto-legge 187/2022 recante “misure urgenti a tutela dell’interesse nazionale nei settori produttivi strategici” che disciplina: 1) idrocarburi; 2) misure economiche connesse all’esercizio della golden power; 3) misure a tutela degli interessi nazionali nel settore delle comunicazioni. Noi qui prendiamo in esame in particolare ciò che riguarda l’esercizio della golden power e le comunicazioni.
Come si legge nel dossier curato dai Servizi Studi di Camera e Senato e dal dipartimento attività produttive di Montecitorio, il provvedimento all’art.2 prevede tra l’altro che le imprese possono “formulare istanza per l’accesso prioritario agli strumenti dei contratti di sviluppo e degli accordi per l’innovazione”. L’articolo in questione introduce inoltre la possibilità di “attivare interventi di sostegno economico” nei confronti delle imprese interessate dalla “golden power”  nei settori della Difesa e della Sicurezza nazionale, nonché in alcuni ambiti ritenuti di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. 


Ma cosa sono i Contratti di sviluppo e gli accordi per l’innovazione? I primi sono uno strumento di politica industriale finalizzato al sostegno di grandi progetti di inestimento nei settori industriale, turistico, commerciale e della tutela ambientale con particolare riferimento alle aree del nostro Meridione. I secondi sono volti a finanziare – si legge nel dossier parlamentare – progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale per la realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi - o notevole miglioramento di questi – tramite lo sviluppo di tecnologie fondamentali nell’ambito di specifiche aree di intervento riconducibili al secondo pilastro del Programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”.
Per ciò che concerne la disciplina dei poteri speciali del governo, ovvero la “golden power”, nel comma 4 dell’art.2  si spiega che tali poteri si sostanziano principalmente nella facoltà di: 1) porre il veto “rispetto all’adozione di determinate delibere, atti e operazioni delle imprese che gestiscono attività strategiche in specifici settori”; 2) dettare “impegni e condizioni in caso di acquisto di partecipazioni in tali imprese; 3) opporsi all’acquisto di queste partecipazioni.


I poteri speciali riguardano i settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché alcuni ambiti di attività definiti di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. Specifici poteri sono stati poi introdotti anche con riferimento alle operazioni che incidono sulle reti d telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia di “quinta generazione”.
Infine, l’art.2-bis prevede che, in considerazione del carattere strategico dell’infrastruttura della rete in fibra ottica, l’Agcom, sentito il parere del Ministero delle imprese e del made in Italy, individui gli standard tecnici che debbono avere i cavi in fibra ottica. Pertanto, gli aggiudicatari dei bandi per la realizzazione dell’infrastruttura di rete dovranno attenersi a questi standard.