Gradatim Ferociter. Passo dopo passo verso una nuova era spaziale

Di Paola Giannetakis

23 luglio 2021

Sono secoli che l’uomo sogna mondi al di là del nostro, mezzo secolo dopo la prima siamo di fronte ad una nuova corsa allo spazio, notevolmente diversa. Lo spazio si è aperto, appare meno ideologico e più affollato. Tra i protagonisti aziende private e un numero crescente di nazioni, oltre 70, con programmi spaziali. Anche le alleanze per la conquista sono mutate, tuttavia, mentre gli stati guidati da Cina e Russia competono con gli Stati Uniti e con gli imprenditori tecnologici, lo spazio riflette ancora le tensioni sulla terra: l’astropolitica è influenzata dalla geopolitica ma è evidente che lo spazio non è regolato da un sistema definito ma al contrario solo parzialmente accennato. Lo spazio è ancora potenzialmente di tutti.

A febbraio il robot astrobiologo della NASA, Perseverance, è atterrato su Marte e sta lavorando all’ esplorazione del pianeta. Con il programma Artemis, la NASA prevede di inviare astronauti al polo sud lunare entro il 2024 e definire una presenza permanente sulla Luna, partecipano al progetto 12 paesi, tra cui l’Italia. A maggio, la Cina dopo essere atterrata, anche lei con successo, su Marte ha annunciato che invierà un equipaggio umano sul pianeta nel 2033 e vi installerà una base. Russia e Cina hanno annunciato i loro progetti comuni legati alla realizzazione di una stazione di ricerca lunare con l’obiettivo di portare gli esseri umani a “camminare sulla luna” entro la metà del 2030. Diversi altri paesi, tra cui Giappone, Emirati Arabi, Corea del Sud hanno annunciato l'intenzione di inviare esploratori robotici sulla luna entro la fine di questo decennio.

Per capire cosa sta succedendo è necessario partire dall’assunto che l’attuale esplorazione dello spazio non è semplicemente una questione di tecnologia e di applicazione di principi scientifici. È una potenziale estensione delle società, culture e civiltà che creano e integrano quelle tecnologie per esplorare, e dove possibile conquistare, lo spazio esterno. L'attuale competizione spaziale tra le grandi potenze non è quindi semplicemente di natura geopolitica, ma diventa un imperativo in questa epoca storica. Lo sfruttamento del dominio spaziale era in precedenza appannaggio dei superpoteri e aveva portato ad eventi fondamentali nell'incursione dell'umanità nello spazio. L'ex Unione Sovietica è stata la prima a lanciare un satellite in orbita attorno alla Terra, e pochi anni dopo il primo essere umano, Yuri Gagarin. Gli Stati Uniti, inizialmente in difficoltà, alla fine pongono fine alla corsa allo spazio durante la Guerra Fredda dopo essere andati e tornati ripetutamente sulla luna. Queste attività, tuttavia, erano tecnologicamente complesse, rischiose e proibitive e pochi altri paesi potevano seriamente prendere in considerazione l'idea di avviare propri programmi spaziali. Negli ultimi due decenni la rivoluzione tecnologica ha creato le condizioni per la commercializzazione dello spazio, è aumentata l'accessibilità alle tecnologie spaziali e gli interessi economici in gioco sono molteplici. Il potenziale accesso alle risorse spaziali apre a scenari di forte interesse cosi come all’opportunità di stabilire ed espandere la propria nazione oltre l’atmosfera terrestre.

Che si tratti degli Stati Uniti, dei suoi proxy commerciali come SpaceX e Blue Origin, o di altre nazioni, la posta in gioco nella competizione spaziale contemporanea è diversa rispetto a quella della Guerra Fredda. Quella corsa allo spazio infatti mirava al dominio ideologico sulla terra piuttosto che al dominio permanente nello spazio.

La missione STS-4 dello Space Shuttle Columbia è stata lanciata dal Kennedy Space Center il 27 giugno 1982

Oggi il dominio passa attraverso la realizzazione di basi lunari abitabili e infrastrutture spaziali adatte all’accesso a tutte le opportunità economiche disponibili e potenziali. Tutto questo avrà un'influenza considerevole nella definizione dei termini e delle condizioni per il futuro di tutti gli altri nello spazio mantenendo comunque una forte influenza anche sul pianeta terra.

L’epoca che viviamo è quella in cui ricchi imprenditori e programmi spaziali governativi influenzano entrambi il futuro dell'umanità, dentro e fuori dal mondo. Musk, Bezos e Branson hanno ciascuno una visione di come sarà. Ed è un futuro che cercano di plasmare. Bezos ha affermato di aver fondato Blue Origin perché vuole aiutare a creare un futuro in cui milioni di persone potranno vivere nello spazio, risiedendo in mondi lussureggianti e rotanti in orbita terrestre, ed il volo di 10 minuti di martedì è una milestone importante. Il fondatore di Amazon ha dimostrato al mondo che viaggiare nello spazio è possibile ed è solo il primo passo verso la conquista di questa dimensione. Pochi giorni prima, anche il proprietario di Virgin Galactic, Richard Branson, è volato nello spazio, un volo di prova per dimostrare che l'aereo spaziale lanciato dalla sua compagnia è pronto per ospitare passeggeri.

La corsa allo spazio del ventunesimo secolo ha molti players e ambizioni differenti rispetto al passato, è qualcosa di più della semplice abilità tecnologica, molto di più di sogni da bambini di ricchi milionari, lo spazio sta diventando la nuova arena di scontro e competizione dove valori, assets e visioni del futuro si confrontano e superano i confini ideologici delle nazioni.