Il futuro capo della opposizione e il futuro presidente del consiglio si confrontano sul tema di Pedagogia e Politica

Di Francesco Subiaco

21 dicembre 2021

Quanto incide la responsabilità della pedagogia nella formazione di una nuova classe politica e nella costruzione di un progetto per ripensare il nostro Paese? Su questo interrogativo si sono confrontati il segretario del Partito Democratico Enrico Letta e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni durante la presentazione del testo “Pedagogia e Politica. Costruire Comunità Pensanti” realizzato in collaborazione tra Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine e Università di Salerno, a cura di Luciano Violante, Emiliana Mannese e Pietrangelo Buttafuoco. Presentazione che si è svolta il 21 dicembre alle 12 presso Boscolo Circo Massimo in cui il futuro presidente del consiglio e il futuro capo dell'opposizione si sono confrontati con i curatori del libro. Rilevante l'intervento della professoressa Emiliana Mannese, ordinaria di pedagogia generale e sociale all'università di Salerno, che illustrando gli argomenti e le prospettive del testo ha affermato che la pedagogia è "la base per la formazione di una comunità pensante". Poiché la comunità è il centro delle attività sociali ed individuali e non può prescindere dalla pedagogia, come " scienza di confine" tra le discipline umanistiche che approfondiscono e formano quelle che sono lo sviluppo di una coscienza politica e delle classi dirigenti. Politica e pedagogia hanno infatti il dovere "imperativo" di confrontarsi e analizzare una società che cambia e che si pone di fronte alle sfide del presente, secondo la professoressa Mannese. Istanze di progettualità, analisi e attenzione ai cambiamenti politico culturali che non potevano essere che ben accolti da Enrico Letta e Giorgia Meloni.


L'on Letta ha infatti sottolineato che in una società che si trova di fronte a trasformazioni culturali e sociali, sia necessario un cambio di paradigma, poiché "l'innovazione tecnologica sta modificando la bussola ideologica della nostra società". Per rispondere a tali cambiamenti la formazione ha  un ruolo fondamentale poiché ha la capacità di modificare "il rapporto tra scienze dure e scienze sociali, per rispondere alle nuove esigenze lavorative e politiche della contemporaneità". Una pedagogia che ha il ruolo di orientare e formare la classe dirigente educando, come ha affermato il segretario Letta, "alla libertà in politica". Una libertà che nasce dal senso critico, dall'analisi, dal non scambiare "la politica con la fede cieca", come ha sostenuto l'on Giorgia Meloni, sottolineando la necessità di approccio che favorisca lo spirito critico, la libertà d'analisi. Ricordando che "i cittadini non vanno educati dalla politica, in quanto non sono sudditi, ma devono formarsi per essere veramente liberi" contro il dogmatismo o la tentazione alla banalizzazione che nasce dalle nuove tecnologie. Per la leader di Fratelli d'Italia la libertà che nasce dalla formazione deve portare i cittadini a scegliere tra "quelli che fanno politica per prendere i voti e quelli che prendono i voti per fare politica". Un dialogo in cui i due principali protagonisti dello scenario attuale si sono confrontati con il presidente Luciano Violante rimarcando la necessità di una doppia missione politica e pedagogica che possa porre le basi di fronte all'avanzare della tecnica per un nuovo umanesimo ed una consapevolezza maggiore del presente .