Il trono oscuro – magia, potere e tecnologia nel mondo contemporaneo

28 novembre 2022

Di Redazione

Lo scrittore di fantascienza, padre di ‘2001: Odissea nello Spazio’, Arthur C. Clarke ha coniato una famosa legge secondo cui qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.
Un concetto che trova la sua conferma nelle esplosioni furiose del secolo della tecnica, il Novecento, in cui giunsero a congiunzione le inquietudini dell’irruzione della tecnica sul palcoscenico della civiltà umana e, al tempo stesso, il revival potente di misticismo, irrazionalità e magia. E che oggi, tra algoritmi a funzione predittiva, macchine a guida autonoma, profilazione, la stessa Internet, raggiunge nuove vette.
Ed è questo il punto di partenza del nuovo libro di Andrea Venanzoni, ‘Il trono oscuro – magia, potere e tecnologia nel mondo contemporaneo’, uscito da poche settimane per la LUISS University Press. 
Sin dall’introduzione, l’autore chiarifica quello che sarà l’approccio metodologico e soprattutto il fine ultimo del volume: da un lato, nessun cedimento a complottismo o a posture kitsch, il saggio è profondamente e organicamente sorretto da un approccio scientifico e accademico, con una estesa bibliografia e citazioni librarie di filosofi, scienziati, sociologi, storici del pensiero religioso e occultisti.
Dall’altro lato, Venanzoni mette subito in chiaro come la parola ‘magia’ non sia mera metafora, ma che anzi il riferimento sia da intendersi precisamente alla scienza occulta che per secoli ha lambiccato le menti di quegli individui che in un anelito faustiano hanno tentato di percorrere la lunga, oscura e impervia strada di una conoscenza assoluta.
E’ certo vero che Internet, gli algoritmi, la robotica, le intelligenze artificiali e il dibattito che li circonda si nutrono di ellissi e di metafore variegate: dalla frontiera al medioevo, passando per i riferimenti a concetti magici, in ogni volume che abbia affrontato gli aspetti più periferici e limite dell’alta tecnologia troveremo degli espliciti riferimenti, metaforici e didascalici, a figure occulte.
Non casualmente, molti dei titani dell’Hi-Tech portano nelle loro carni di silicio dei marchi di fabbrica simili a sigilli magici: dalla Oracle alla Alphabet passando per la Palantir, moltissime società del digitale, le quali albergano in quella terra cava che è la Silicon Valley, tra meditazione trascendentale, misticismo hindu, Zen, occultismo postmoderno con salde radici in California, retaggi della beat generation e della psichedelia, coltivano l’ambizione di plasmare una umanità nuova.


Rimodulare e rimodellare il linguaggio, scavare nel profondo dell’anima umana attraverso la elaborazione continua e torrenziale di dati personali, accumulare potere per incidere sul reale e sul contingente, sconfiggere la povertà, il lavoro e se possibile anche la morte. I giganti di silicio nutrono ambizioni post-umane e squisitamente magiche.
D’altronde, come ricorda Venanzoni riprendendo la preziosa lezione di uno dei più innovativi e peculiari allievi del grande storico delle religioni Mircea Eliade, Ioan Petru Culianu, già il mago rinascimentale poteva essere considerato antecedente logico e storico del propagandista, dello psicologo comportamentale, dell’esperto di branding e marketing.
Proprio per questo, il volume non si ferma alla superficie della magia come metafora, ma investiga e scandaglia quegli abissi dentro cui l’occulto e la ricerca scientifica si sono fusi tra loro. 
Venanzoni triangola l’alta tecnologia, le figure del potere istituzionale e la magia, mettendo a sistema elementi che spesso l’opinione pubblica e molti intellettuali considerano tra loro escludenti. 
Una idea, quella della magia come impostura truffaldina o come sciocca superstizione, che l’autore supera snocciolando la fenomenologia realmente magica di concetti istituzionali e di invenzioni tecniche, passando in rassegna figure come il mago e alchimista John Dee che fu consigliere della Regina Elisabetta I e fondatore morale dell’Impero britannico, l’immancabile Aleister Crowley, il giurista Jean Bodin, sommo teorico della sovranità statale ma anche autore di un celebre e inquietante Trattato di demonologia, il pittore e stregone Austin Osman Spare, ellittico e ombroso padre nobile della Chaos Magick, i cui concetti, plasmati in seguito da occultisti e matematici come Peter J. Carroll, Ray Sherwin, Lionell Snell, rimontano ai limiti estremi della teorizzazione della fisica quantistica e della matematica del caos e avranno profonda influenza sulla cultura digitale.


Venanzoni ripercorre poi le venature profondamente magiche di molta letteratura fantascientifica e cyberpunk, dai riferimenti non episodici al Voodoo contenuti nei romanzi di William Gibson alla autentica cyber-Agartha coniata dalla penna di Stanislaw Lem, in ‘Summa technologiae’, anticipazione figurativa della Silicon Valley.
Nel libro, scienziati e maghi percorrono assieme spesso la medesima strada fin quasi a fondersi tra loro, come è stato per Isaac Newton, che fu anche convinto alchimista, o per uno dei padri della scienza missilistica, quel Jack Parsons che fu allievo di Aleister Crowley e che dedicò una parte considerevole della sua vita alla realizzazione delle teorie crowleyane.
In fondo, ricorda Venanzoni, la stessa Internet e concetti come quelli di ‘infosfera’ e di ‘intelligenza collettiva’ derivano dalla teorizzazione della Noosfera, il cui fondamento esoterico è storicamente e culturalmente provato.
Non può stupire d’altronde: i visionari della Silicon Valley, da Steve Jobs a Elon Musk passando per Jeff Bezos e Peter Thiel, si percepiscono davvero come titani oltre-umani, e molte delle loro invenzioni presentano una fisionomia post-sciamanica, modellata nelle gelide notti di caos e tecnologia che vanno sotto il nome di Burning Man, festival neopagano che si celebra nel deserto americano e che da anni costituisce infrastruttura culturale delle aziende del Tech.
Un festival che, tra le altre cose, ha letteralmente creato Google per come la conosciamo oggi.
Dopo aver letto questo volume, l’espressione ‘mago del computer’, potete esserne certi, acquisirà e indicherà ai vostri occhi una prospettiva del tutto nuova.