L’intelligenza artificiale come supporto fondamentale alla viticoltura

05 febbraio 2024

Di Augusto Ficele

Secondo il report annuale dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, del 2023, riguardo la rilevazione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict), solo il 5% delle piccole e medie imprese con 10 e più addetti utilizza almeno una delle sette tecnologie di Intelligenza Artificiale. La mancanza di competenze è ancora un ostacolo visto che l’adozione delle tecnologie IA non è stata ancora considerata una priorità nelle attività specialistiche di digitalizzazione.

Le tecnologie per migliorare l’efficienza della produzione nel reparto vitivinicolo sono diventate sempre più importanti, soprattutto per far fronte ai danni causati dal cambiamento climatico, fino all'85% delle regioni vitivinicole del mondo è a rischio innalzamento delle temperature, secondo la rivista scientifica The Proceedings of the National Academy of Science, e all’aumento dello sfruttamento del suolo tenendo in mente l’obiettivo vincolante dell’Europa di ridurre le emissioni di gas serra del 55 % entro il 2030. Il progetto “FreeCO2”, ad esempio, frutto del protocollo siglato dall’Università di Palermo e Topnetwork, e cofinanziato dal Mise, nell’ambito dei fondi Pnrr, prevede l’adozione di sistemi di sensoristica, intelligenza artificiale, machine learning e blockchain per monitorare l’abbattimento dell’anidride carbonica dai campi allo scaffale, si tratta dunque di un primo passo decisivo per la sostenibilità delle imprese vitivinicole. L’intelligenza artificiale, inoltre, sta intervenendo su un’emergenza che sta mettendo a dura prova il settore viticolo al fine di limitare i danni.

Fonte: freepik.com

In questi ultimi anni malattie come ME (Mal dell’esca), causata da un complesso di funghi che compromette la pianta, o FD (Flavescenza dorata), provocata da un fitoplasma che colpisce la vite, rappresentano una vera e propria epidemia sul territorio. Di recente è stato sperimentato un modello di deep learning tramite Yolo, un algoritmo di rilevamento oggetti, volto a identificare le sintomatologie di patologie delle foglie e a riconoscere una foglia di vite sana da una affetta. L’utilizzo di queste risorse permetterà una maggiore fluidità nella gestione aziendale combinata al contenimento di possibili epidemie di patogeni fornendo una risposta rapida alla lotta ad essi. Si agevolerà, dunque, la riduzione del processo manuale ripetitivo e verrà svolto solo il lavoro essenziale, diminuendo di conseguenza lo spreco di risorse.

Ad oggi le aziende del settore sopracitato si possono avvalere di diversi sistemi su supporto, come ad esempio VinAI, che si fonda su modelli previsionali atti a prevenire l’insorgenza di fitopatologie nei vigneti, Digivit invece si occupa di monitoraggio della produzione e riconoscimento dei grappoli, stima delle rese e analisi cromatica per la stima della maturazione fenolica e IcaroX4, robot di produzione italiana, in grado di prevenire alcune delle malattie delle piante solo grazie ai raggi UV, dotato inoltre di sensori, radar e telecamere per muoversi in appezzamenti ed evitare ostacoli. Il dott. Diego Tomasi, ricercatore di CreaVe (Centro di ricerca per la viticoltura e l’enologia) e direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, nel 2021 si era espresso così in merito a questo grande traguardo tecnologico: «Il Centro di ricerca CreaVe è fiducioso nelle potenzialità di questa innovazione, dando già per scontato che questa sia la strada per raggiungere l'obiettivo che si è data la comunità europea, ovvero di ridurre del 50% l'uso dei fitofarmaci in viticoltura entro il 2030, ma soprattutto di dare una possibilità concreta allo sviluppo della viticoltura biologica nel Veneto e non solo». Un progetto partito di recente che ha visto protagonista l’intelligenza artificiale al servizio della viticoltura si chiama Noviagri, promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, ha visto la realizzazione di una macchina irroratrice capace di modificare i parametri della distribuzione della miscela fitoiatrica lungo tutta la vegetazione.

La macchina innovativa si è rivelata fondamentale nella gestione dei flussi di erogazione del prodotto fitosanitario sui filari e sulle foglie, limitandone in maniera netta la dispersione in terra o nell’aria. La ricerca scientifica accompagna e sostiene microclima e biodiversità, due bellezze sfolgoranti che bisogna tutelare sul territorio e sui vigneti. Università, istituzioni, industrie e aziende splendono solo se convivono, tratteggiano l’estensione di un apparato umano che vive e lavora nei campi ogni giorno con un occhio sempre più attento alla sostenibilità.