La salvaguardia dell’ambiente e degli animali: verso una tutela costituzionale

Di Serena Ricci

18 giugno 2021

L’articolo 9 della nostra Costituzione recita che la nostra Repubblica, oltre a promuovere lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica, “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”. Scienza, tecnica, paesaggio, reperti storici e opere d’arte sono considerati dalla Costituzione beni da tutelare da due prospettive differenti: la promozione della scienza e della tecnica consente di concedere la libertà di ricerca e di divulgazione difendendo sia la creatività umana che la libertà di parola; la tutela del paesaggio e del patrimonio storico implica riconoscere e difendere la particolare ricchezza artistica e ambientale italiana. L’edilizia italiana per decenni è stata caratterizzata da scempi ambientali che, insieme all’incuria verso i reperti artistici e le opere dei musei hanno palesato l’inosservanza del dettame costituzionale a fronte di superiori interessi economici e di un grave disinteresse verso i beni culturali e ambientali. Si è sviluppata in seguito una maggiore sensibilità verso l’ambiente e il patrimonio artistico che ha portato all’abbattimento dei cosiddetti ecomostri e che ha destato l’interesse della Corte costituzionale. La Consulta, definendo come primaria l’esigenza di un habitat naturale per la collettività, in mancanza di un esplicito riferimento all'ambiente, all'ecosistema, alla biodiversità, al rispetto degli animali e allo sviluppo sostenibile, ha tradizionalmente riconosciuto l'importanza della tutela dell'ambiente mettendo in relazione l’articolo 9 e l'articolo 32 della Costituzione, che riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Nel 2001, con la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, si è inserito un riferimento all'ambiente nell'ambito dell'articolo 117 della Costituzione, attribuendo esclusivamente alla competenza legislativa dello Stato « la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali ». Tuttavia si è ammessa la competenza dello Stato a legiferare su una materia di enorme rilevanza senza che questa fosse poi inserita tra i diritti o tra i principi fondamentali che la stessa Carta intende promuovere. Con la riforma del 2001 è stato dunque recepito dall’Italia l'indirizzo europeo che già inseriva un espresso riferimento alla tutela dell'ambiente nell'Atto Unico europeo del 1987, in uno specifico titolo rubricato « Ambiente » e che costituisce la prima base giuridica per una politica comune volta alla salvaguardia dell’ambiente.


Per incrementare la tutela approntata dalle nostre disposizioni costituzionali che delineano i principi della cd. «Costituzione culturale» con una maggiore tutela del paesaggio e dei beni culturali ed ambientali, il 9 giugno scorso, con 224 voti a favore, l’Aula del Senato ha dato il via libera al disegno di legge per l'inserimento della tutela dell'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi in Costituzione. Il provvedimento, passato ora all'esame della Camera, dal momento che ha bisogno di quattro letture essendo un disegno di legge costituzionale, introduce tra i principi fondamentali di tutela previsti dall'articolo 9 della Costituzione, «la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni». Inoltre stabilisce che «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali» (con una clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano). Il disegno di legge modifica inoltre l'articolo 41 della Costituzione, prevedendo che l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in modo da recare danno “alla salute e all'ambiente” (oltre ai già previsti sicurezza, libertà e dignità umana) e che la legge determina i programmi e i controlli opportuni perche' l'attivita' economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini 'ambientali' oltre ai già previsti fini sociali. L’approvazione del disegno di legge si è verificata in contemporanea alla decisione della Commissione Europea di avviare una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese, concedendogli due mesi di tempo per rimediare e rispondere, che dovrebbe proteggere “adeguatamente” gli habitat naturali e le specie minacciate, come previsto dalle direttive Ue sull’habitat e da quella sugli uccelli, dovere al quale attualmente la nostra Nazione non adempie. La nozione di ambiente infatti, che consente di qualificare in termini unitari la gestione dei rifiuti, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche, la difesa del suolo, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera, trova esplicito riferimento anche nell'art. 37 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.