Nuovo record sulla elettrica Voxan Wattman: il “corsaro”Max Biaggi vola a 470 Km/h

Di Massimo Falcioni

07 dicembre 2021

Ancora una volta Max Biaggi è stato di parola. Il pluricampione del Mondo della 250 Grand Prix e della SBK aveva promesso che entro il 2021, a cinquant’anni compiuti lo scorso 26 giugno, avrebbe tentato una nuova impresa, correndo su una moto elettrica più veloce di sempre, più forte di tutti, anche di se stesso. Così è stato. Il “Corsaro” capitolino ha fatto l’impresa: oltre 470 Km/h su un bolide “elettrico” nella categoria under 300 Kg ritoccando così il suo precedente primato del 2020 categoria over 300 Kg e stabilendo un nuovo record di velocità con moto di questo propulsore. Nel novembre 2020 Biaggi aveva stupito volando sulla pista francese di Chateauroux a 408 Km/h in sella alla avveniristica moto elettrica Voxan Wattman (Gruppo Venturi) conquistando la bellezza di 12 record mondiali. Tra il 28 e il 23 novembre scorso, al Kennedy Space Center, Max  è riuscito ad alzare ancora l’asticella ritoccando il suo precedente primato mondiale di 408 Km/h “volando” sulla splendida e avveniristiche Voxan Wattman a 455,737 Km/h, media tra i due passaggi e toccando la punta massima di 470, 275 Km/h. Sull’avveniristico bolide Voxan Wattman, moto evoluzione di quella usata lo scorso anno, Biaggi ha mandato tutti in tilt facendo registrare ben 21 record mondiali, tra cui quello sul chilometro, sul miglio, sul quarto di miglio, con carenatura montata, senza carenatura, partenza da fermo e partenza lanciata. Niente si improvvisa e Max, oltre a una meticolosa e lunga preparazione psico-fisica, da mesi ha lavorato con gli ingegneri e i tecnici della Voxan Motors per la perfetta messa a punto del prototipo che monta lo stesso propulsore elettrico già usato dalla Mercedes nel Mondiale di Formula E. Rispetto al 2020, in particolare, la moto è stata alleggerita, aumentando sia la potenza che la stabilità. Il progetto, sia sul piano tecnico-tecnologico che sul piano dell’immagine, contribuisce allo sviluppo della mobilità sostenibile. 


Biaggi ha raccontato la straordinaria esperienza con un post sul suo profilo Facebook mettendo particolarmente in risalto l’aspetto emozionante dell’impresa, peraltro ottenuta in un posto speciale qual è in Florida Cape Canaveral, precisamente la pista John Kennedy Space Center, la struttura per il lancio dei veicoli spaziali della NASA.
Scrive Biaggi: “Ovviamente entrare in un posto così iconico è un’emozione incredibile. È stata davvero un’avventura pazzesca, che ho vissuto in modo diverso dalla prima volta. Sapevo cosa aspettarmi e mi sono concentrato su alcuni particolari, che la volta scorsa non avevo valutato. Che botta di adrenalina ragazzi! È qualcosa che ti travolge! In quegli istanti in cui sei seduto sulla moto e aspetti il verde del semaforo per partire, mille pensieri passano velocemente nella tua mente. Il nastro grigio della pista sembra infinito e si confonde con il cielo! Tu fai il check di tutte le procedure e cerchi di non pensare al fatto che volerai alla metà della velocità del suono, con il vento che cerca di imporre la sua volontà!
Poi parti e dopo interminabili attimi sullo strumento leggi 470 km/h! Pazzesco. A quella velocità la tuta sulle braccia e sulla schiena vibra. E dire che la mia maniacalità mi porta sempre a curare tutto nei minimi dettagli. Le mie tute sono aderentissime in ogni punto, ma ovviamente a quelle velocità è tutto estremamente relativo. Questo minimo svolazzare della tuta ad altissima frequenza genera sulla mia pelle calore, fin quasi a bruciarsi. Sembra quasi di essere in giro con la mia Vespa in t-shirt a 100 km/h. Incredibile, mai avuta tanta adrenalina in corpo! 


Poi c’è da dire che quando superi certe velocità il classico sibilo proveniente dalla propulsione elettrica si trasforma, diventando simile al rombo di un aereo in fase di decollo. Uauuuuu. Raggiunto l’obiettivo poi non è finita, perché “per scendere di nuovo sulla Terra” bisogna frenare! Ecco a quelle velocità non è per nulla facile, Bisogna aver cura dello pneumatico posteriore e tener conto che la temperatura, che in MotoGP è un alleato per performare, qui potrebbe diventare il tuo peggior nemico! In quel momento ascolti il rumore, gli odori ed i tuoi sensi entrano in gioco al servizio del tuo istinto. Oltretutto bisogna frenare in un punto ben preciso, per evitare di finire fuori pista. Per questo abbiamo pensato di mettere nel corridoio di frenata dei coni, che indicassero il punto esatto in cui iniziare a frenare. Beh non ci crederete, nei giorni in cui abbiamo preparato i vari record, abbiamo dovuto progressivamente avvicinare verso il centro della pista i coni e ne abbiamo aumentato le dimensioni! Incredibile, facevo tanta fatica a vederli. Il cervello non ha l’abitudine a viaggiare a quelle velocità e a causa delle forti turbolenze, spesso i contorni della realtà si confondono, parzializzando la visione. Oltretutto sei schiacciato sul “serbatoio” (concedetemi il termine) e la visione ottica è già di per sé limitata. Insomma ragazzi è tutto estremamente diverso, perché tutti i miei riferimenti di velocità, di frenata, di suoni, maturati in anni in cui ho cavalcato le moto più belle del pianeta, si annullano. Bisogna resettare tutto e scrivere un nuovo file, non c’è altro modo! oltre ad aver raggiunto i 470 km/h di velocità istantanea massima, abbiamo ottenuto la velocità più alta mai raggiunta da una moto naked. Un record assoluto, considerando non soltanto le moto elettriche, ma anche quelle alimentate da un motore a combustione interna”. Gran bel colpo, Max, esempio di classe, passione e coraggio. Il “Corsaro” non finisce di stupire perché mantiene dentro il sacro fuoco della sfida.  Cosa ci riserverà ancora il “sempreverde” fuoriclasse capitolino?