In orbita il primo satellite “full electric” al 100% Made in Italy: “In missione nello spazio”

Di Massimo Falcioni

18 gennaio 2024

È in orbita il primo satellite completamente elettrico e tutto Made in Italy. MicroHETSat, questo il nome del satellite, è stato progettato e realizzato per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) da SITAEL, la più grande azienda spaziale italiana a capitale interamente privato ed è parte di Angel Holding il cui presidente è Vito Pertosa.

MicroHETsat, di 75 kg di peso ed interamente realizzato nella "fabbrica dei satelliti" di SITAEL a Mola di Bari, è stato reso possibile anche da una rete di aziende italiane che hanno fornito alcuni elementi del satellite e dalla collaborazione con il CIRA (Centro italiano ricerche aerospaziali) per una parte della qualifica spaziale.

Il nuovo satellite, con il suo inedito propulsore al plasma, è un vero ascensore spaziale che consente, a bassi consumi, manovre mai fatte prima da piccoli satelliti, evitando anche rischi di collisione e riducendo il problema dei detriti orbitali, con significativi risvolti sulla sostenibilità nelle attività spaziali. 

Marco Molina, managing director sales and products di Sitael, ha spiegato che «tutti gli elementi chiave del satellite, dal computer di bordo al sistema di controllo, dai pannelli solari agli alimentatori fino alla propulsione elettrica, sono stati realizzati dai nostri ingegneri e tecnici. Le operazioni del satellite ora entrano nel vivo e proseguono con successo dalla sala operativa nella sede Sitael di Forlì. Siamo l’unica azienda italiana ad avere questa capacità a 360 gradi di produrre, lanciare ed operare satelliti sopra i 50 chili».

La missione, continua Molina, «è stata resa possibile dall’investimento dell’Agenzia spaziale italiana attraverso un contratto con l’Esa. La Regione Puglia, attraverso misure specifiche di supporto alle imprese innovative come la nostra nel corso degli anni, ci ha permesso di realizzare alcuni prototipi dei sottosistemi del satellite e parte della fabbrica dove MicroHETSat ha preso vita. Espanderemo la fabbrica nel 2024 con un investimento di Sitael e dell’Asi».

Foto Nasa su Unsplash.com

Va ricordato che il primo satellite mosso da energia elettrica era stato messo in orbita il 1° giugno 2017. L’Eutelsat 172B, questo il nome del satellite per comunicazioni francese costruito da Airbus Defence and Space e gestito da Eutelsat Communications, era stato lanciato dalla piattaforma di Kourouu nella Guyana francese e la sua novità era che il satellite “high power” si muoveva (e si muove) nello spazio grazie a motori elettrici alimentati da pannelli solari non utilizzando carburanti chimici. Questo passo avanti nella tecnica ha permesso un risparmio enorme in termini di masse utilizzate. L’Eutelsat pesa circa il 40% in meno rispetto alla generazione precedente che utilizzava diverse tonnellate di carburante chimico per effettuare le proprie manovre. Eutelsat 172B, in orbita fino al 2032 utilizza un "motore" elettrico di 13 kW per spostare un peso di 3.500 chilogrammi. E a beneficiarne, oltre gli utenti finali e cioè i passeggeri degli aerei in volo nell'area Asia-Pacifico, che utilizzano collegamenti wifi più veloci e stabili, sono anche gli operatori che pagano per i servizi di messa in orbita, dei costi più bassi rispetto a prima.

Bene. Adesso, a modo suo, alzando il tiro, tocca al MicroHETSat, altro gioiello del Belpaese. Un traguardo unico e decisivo per il Made in Italy del settore della space economy, che rafforza il ruolo del nostro Paese a livello internazionale nella produzione e messa in orbita di satelliti completamente realizzati all’interno della filiera italiana.