Consiglio di Stato: la perimetrazione tecnica della nozione di "algoritmo di trattamento"

di Giulia Tavella

13 gennaio 2022

Con sentenza n. 7891 del 25 novembre 2021, il Consiglio di Stato approfondisce la questione della perimetrazione tecnica della nozione di "algoritmo di trattamento", evidenziandone le differenze di carattere ontologico rispetto alla nozione di intelligenza artificiale.
La vicenda nasce nell’ambito di una procedura nazionale di gara per la fornitura di pacemakers di alta fascia, il cui bando di gara prevedeva, tra i criteri di valutazione dell’offerta tecnica, il parametro tabellare “algoritmo di prevenzione+trattamento delle tachiaritmie atriali”, in presenza del quale assegnare un determinato punteggio. La Commissione attribuiva un punteggio massimo solo in presenza di algoritmi automatici.
La concorrente non aggiudicataria della gara impugnava l’aggiudicazione, contestando l’attribuzione del punteggio in quanto l’amministrazione non aveva correttamente distinto il concetto di algoritmo da quello di intelligenza artificiale. Segnatamente, riteneva che gli algoritmi automatici non rientrassero sotto la nozione di algoritmo prevista dal bando, bensì sotto quella di intelligenza artificiale.
Accolto il ricorso in primo grado, il Consiglio di Stato riforma la sentenza del TAR, rigettando le argomentazioni della non aggiudicataria.
In particolare, il Collegio riconosce la nozione comune e generale di algoritmo, quale “una sequenza finita di istruzioni, ben definite e non ambigue, così da poter essere eseguite meccanicamente e tali da produrre un determinato risultato”, ma osserva che tale nozione, quando è applicata a sistemi tecnologici, è ineludibilmente collegata al concetto di automazione, ossia a sistemi di azione e controllo idonei a ridurre l’intervento umano. Il grado e la frequenza dell’intervento umano dipendono dalla complessità e dall’accuratezza dell’algoritmo che la macchina è chiamata a processare. Cosa diversa è l’intelligenza artificiale. In questo caso l’algoritmo contempla meccanismi di machine learning e crea un sistema che non si limita solo ad applicare le regole sofware e i parametri preimpostati (come fa invece l’algoritmo “tradizionale”), ma, al contrario, elabora costantemente nuovi criteri di inferenza tra dati e assume decisioni efficienti sulla base di tali elaborazioni, secondo un processo di apprendimento automatico.
Ne consegue che nel caso di specie, per ottenere la fornitura di un dispositivo con elevato grado di automazione, non occorreva che l’amministrazione facesse espresso riferimento a elementi di intelligenza artificiale, essendo del tutto sufficiente il richiamo al concetto di algoritmo fatto nel bando.
La precisazione operata dal Consiglio di Stato risulta opportuna, considerato che la perimetrazione della nozione di algoritmo non appare affatto scontata e che, più in generale, i sistemi di intelligenza artificiale sono attualmente oggetto di particolare attenzione sia a livello nazionale che a livello europeo anche in sede di regolamentazione giuridica.