La nuova agenda europea dei consumatori: un “manuale di istruzioni” per la transizione digitale

In attesa di una nuova legge sui servizi digitali

Di Serena Ricci

02 luglio 2021

Il 1° e il 2 ottobre 2020 ha avuto luogo una riunione straordinaria del Consiglio europeo, incentrata sugli affari esteri e sulle questioni relative alla base economica dell'Unione europea. A luglio il Consiglio europeo ha approvato un pacchetto impegnativo per la ripresa volto a contrastare gli effetti del COVID-19 sulle economie e sulle società degli Stati membri dell'UE. I due pilastri di tale ripresa, ossia la transizione verde e la trasformazione digitale (nonostante sia stato chiarito dalla Vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, che non saranno oggetto della normativa sugli aiuti di Stato nei piani nazionali), congiuntamente a un mercato unico forte, favoriranno nuove forme di crescita e aumenteranno la capacità di resistenza dell'UE. L’attuale emergenza sanitaria ha messo ancor più in evidenza la necessità di accelerare la transizione digitale in Europa e il Consiglio europeo attende con interesse, entro la fine dell'anno, la proposta della Commissione relativa a una legge sui servizi digitali che è stata invitata a presentare, entro marzo 2021, una "bussola per il digitale" (Digital Compass) globale che definisca le ambizioni digitali concrete dell'UE per il futuro 2030.

Il 13 novembre la Commissione europea ha presentato al Parlamento e al Consiglio europeo la “Nuova Agenda dei consumatori” mediante la quale questi ultimi saranno messi nella condizione di compiere scelte informate e di svolgere un ruolo attivo nella transizione verde e digitale, ogniqualvolta e ovunque si trovino nell'UE. Promuovendo misure per un mercato unico più verde, più digitale e più equo, si è inteso rafforzare la fiducia dei consumatori, la cui spesa genera il 54 % del PIL dell'UE ed è per tale motivo che l'agenda propone priorità e punti d'azione chiave da portare avanti insieme a livello europeo e nazionale. I consumatori europei mostrano un crescente interesse a contribuire personalmente al conseguimento della neutralità climatica, alla preservazione delle risorse naturali e della biodiversità e alla riduzione dell'inquinamento idrico, atmosferico e del suolo. L’obbiettivo è quello di realizzare misure che responsabilizzino e sostengano tutti i consumatori e consentano loro di svolgere un ruolo attivo nella transizione verde senza imporre uno stile di vita specifico e senza discriminazioni sociali, indipendentemente dal livello di reddito o dal luogo in cui si vive.

(Sinistra) la vicepresidente per i Valori e la trasparenza, Věra Jourová. (Destra) il commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders.

Più in generale le informazioni digitali permettono ai consumatori di verificarne l'affidabilità e di effettuare confronti tra prodotti, ma anche di conoscere l’impatto ambientale di ciò che consumano, ad esempio, in termini di impronta di carbonio. Un esempio per tutti è lo sviluppo di passaporti digitali dei prodotti, nell'ambito dell'iniziativa sui prodotti sostenibili, che mira a informare i consumatori sugli aspetti ambientali e circolari dei prodotti.

Nasce però l’esigenza di garantire i consumatori creando uno spazio digitale più sicuro per tutelarne i diritti e assicurare condizioni di parità che consentano all'innovazione di fornire servizi più all’avanguardia e di più alta qualità per tutti i cittadini europei. Il progresso delle nuove tecnologie e la globalizzazione della produzione e del commercio al dettaglio, anche attraverso canali online, pongono il problema se a garantire la sicurezza dei prodotti siano sufficienti le norme vigenti.

Uno strumento efficace è costituito dall'imminente proposta della Commissione relativa a una nuova legge sui servizi digitali (Digital Services Act, DSA) che mirerà a definire, entro la fine del 2020, nuove e maggiori responsabilità anche nel campo dell'intelligenza artificiale (IA), regolamentando i suoi usi che altrimenti potrebbero violare i diritti dei consumatori e danneggiarli. Le bozze di queste nuove regole della Commissione costituiscono un potenziamento delle misure previste nel regolamento Eu platform-to-business, entrato in vigore nel luglio 2019, che obbliga i motori di ricerca a essere trasparenti su qualsiasi trattamento preferenziale che conferiscono ai propri prodotti e servizi. Il Digital Services Act costituirà la prima grande revisione dell’approccio dell’Ue alla regolamentazione di Internet da due decenni a questa parte.