Tempi Moderni 2050 e la sfida dell’energia pulita

Di Michele De Feudis

31 marzo 2022

Nel mondo che cambia paradigma in fretta tra pandemia e nuovi conflitti internazionali, ritorna centrale la sfida dell’approvvigionamento energetico, con effetti che vanno dalla competitività del mondo industriale alla sostenibilità del caro bollette per le famiglie. Dalla realtà produttiva più energivora ai semplici cittadini tutti si interrogano su come incidere sul futuro prossimo, dando contenuti e visioni materiali a quella che è ormai definibile come la grande stagione della transizione green e digitale.
In questo solco si è inquadrato l'appuntamento "Energie e saperi in transizione", tappa conclusiva del ciclo di incontri “Tempi Moderni 2050” tenuto a Lecce il 30 marzo: l’evento promosso da Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha avuto come focus da un lato il ruolo decisivo svolto nell’innovazione da parte dei distretti industriali e dall’altro la sfida di intercettare in questo iter di modernizzazione - tra ecologia e sostenibilità - il capitale materiale e immateriale del Meridione, offrendo opportunità di riscatto alle giovani generazioni, collegate al surplus di una adesione a un progetto visionario. Non a caso la Puglia è all’avanguardia nei progetti che porteranno a produrre acciaio con la decarbonizzazione, consolida un ruolo geostrategico con il gasdotto Tap e con il nuovo “tubo” Poseidon in fase di definizione, nonché con una ampia serie di progetti legati all’eolico, soprattutto nel Foggiano.  
Lecce, capitale del Barocco e centro di un turismo cool per tutto l’anno anche grazie alla promozione cinematografica dell’Apulia film Commission, è diventata luogo d’elezione per i laboratori di futuro che si sviluppano nel “distretto delle nuove energie" della Regione Puglia: qui si è realizzata la sintesi tra  oltre 200 imprese, con le sollecitazioni del mondo associativo e con la proiezione scientifica animata dalle università del territorio. 
Questo patto virtuoso è la chiave per trasformare i distretti in un volano che dia forma alla sostenibilità e alla transizione verde, oltre la retorica, e con un impatto occupazionale in grado di incidere negli scenari in rapida evoluzione. 
Sostenibilità, integrazione, valorizzazione del ruolo delle donne nelle imprese sono parte del core-business della Regione Puglia, che su questo fronte ambisce a competere con le aree più sviluppate dell’Italia. Altri temi salienti emersi nell’incontro leccese sono stati la necessità di consolidare network tra multinazionali, imprese, università e istituti di ricerca del territorio, nonché l’indispensabile ricerca di un punto di equilibrio tra difesa del paesaggio e innesto di strutture produttive necessarie alla produzione delle rinnovabili. Su queste linee si è sviluppato il dibattito - introdotto da Raffaella Luglini, direttore generale di Fondazione Leonardo Civiltà delle Macchine - tenuto nel capoluogo salentino, presso il Museo archeologico di Sigismondo Castromediano, da interlocutori con i piedi ben poggiati nel nostro tempo: dal giovane assessore all’Innovazione della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci, al presidente del distretto La Nuova Energia Beppe Bratta, al direttore marketing di Edison Marilena Barbati, all’Ad di Leonardo Global Solution Walter Perrotta. E per dare una immagine reale del paesaggio pugliese alle prese con gli innesti delle rinnovabili, sono state proiettate le foto dell’artista Carlo Bevilacqua, che ha immortalato l’osmosi tra pale eoliche e skyline tra ulivi e muretti a secco. 


Perché Tempi Moderni 2050 ha scelto la Puglia come ultima tappa del ciclo? Perché il territorio pugliese si distingue in Italia come primo produttore di energia da fonti alternative (3621,5 Gw/h), autogenerando il 50% di quanto  serve per ottemperare ai consumi del proprio territorio. Questi numeri, uniti alle produzioni da energia fossile consentono alla Puglia di avere un surplus produttivo (70%). I numeri della Puglia green sono rilevanti: ci sono 174 impianti attivi per le energie alternative (79 eolici, 87 per il fotovoltaico, 6 per le biomasse e 2 da fonte cogenerativa). Oltre ottanta nuovi impianti sono in fase di consegna (60 eolici), mentre la Regione sta confutando 148 nuovi progetti eolici e ben 322 sul fotovoltaico.

Con “Tempi Moderni” ora al secondo ciclo di incontri (il primo si è svolto nel 2020), Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine declina una serie di parole fondanti della sua missione, coniugando l’aspetto formativo con l’educazione delle nuove generazioni, la sfida industriale, quella tecnologica e della transizione green con la presenza propedeutica a passare dalle parole alle realizzazioni nei distretti industriali. 

Il cammino avviato con “Tempi Moderni 2030” nel 2020 aveva visto nelle tappe a Genova, Napoli e Taranto l’occasione per focalizzare le forme di riscatto praticabili oltre la de-industrializzazione di città che conservano una vocazione produttiva ereditata dal novecento. 

Quest’anno, l’itinerario pensato da Fondazione Leonardo e Feltrinelli ha avuto come luoghi-sede della speculazione modernizzatrice 2022, Varese, Bologna e Lecce, accendendo dunque i riflettori sui distretti industriali come modello per verificare, sviscerando anche le criticità, l’eccellenza italiana del manifatturiero che sceglie da un lato di cavalcare l’onda della transizione ecologica e dall’altro la responsabile valorizzazione del capitale immateriale degli atenei territoriali e dei giovani formati per portare un valore aggotto alla produzione.

Nel novembre scorso a Volandia (Varese) il focus ha riguardato una realtà che partendo da una radicata esperienza nel settore tessile e meccanico, ha rivoluzionato l’industria aeronautica italiana, acquisendo lo status di “eccellenza dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza”. A marzo, a Bologna l’evento ha rilevato l’efficacia della connessione tra la rete universitaria con ben 12 Its sui distretti merceologici e produttivi di eccellenza. Lecce, infine, ha rappresentato un momento di approfondimento sulla filiera del settore delle energie rinnovabili.

Al pari dello scorso anno, quando le sollecitazioni emerse nei tre incontri promossi a Genova, Napoli e Taranto sono state raccolte nel volume “Tempi Moderni 2030”, ora nel nuovo libro “Tempi Moderni 2050”, edito come il precedente da Feltrinelli e in uscita ad ottobre, ci saranno spunti e riflessioni sulle tre giornate promosse tra Lombardia, Emilia e Puglia. Nel frattempo il prossimo numero della rivista cartacea “Civiltà delle Macchine” sarà dedicata ai nuovi orizzonti delle energie rinnovabili a testimonianza di come Fondazione Leonardo gioca anche così la partita dell’intercettare il treno dell’innovazione che passa dalla rivoluzione energetica e dalle fonti alternative.