Regno Unito: la strategia nazionale sull'intelligenza artificiale

Claudia Figliolia

06 novembre 2021

Il 22 settembre 2021 il governo del Regno Unito ha pubblicato la strategia nazionale sull’IA, evidenziando un approccio pro-innovazione in linea con il UK Government’s Plan for Digital Regulation pubblicato nel luglio 2021.
Come si legge nel rapporto “AI gives us new opportunities to grow and transform businesses of all sizes, and capture the benefits of innovation right across the UK. …. we are presented with the opportunity to supercharge our already admirable starting position on AI and to make these technologies central to our development as a global science and innovation superpower”.
La strategia si articola in tre pilastri fondamentali:
Il primo – Investing in the long-term needs of the AI ecosystem –, basato sull’esigenza di investire nella scoperta e nello sviluppo di nuove forme di intelligenza artificiale,  è declinato in 12 “actions” tra le quali rileva lo sviluppo di un quadro politico volto a consentire una migliore disponibilità dei dati nell’economia del Paese, la rimozione delle barriere alla condivisione dei dati mediante una più efficiente gestione dei rischi connessi alla pubblicazione e al trattamento dei dati personali, il lancio di un nuovo programma nazionale di ricerca e innovazione sull’IA, lo sviluppo di una “diverse and talented workforce”, nonché la creazione di una “digital and physical ‘commons’ for innovators” attraverso la costruzione di piattaforme e laboratori cyber-fisici che possano costituire la sede di applicazioni innovative di IA.
Il secondo pilastro – “Ensuring AI benefits all sectors and regions” – mira a sostenere la transizione del Paese verso un’“AI-enabled economy” garantendo la diffusione infra-settoriale dei benefici connessi all’innovazione digitale. In particolare è prevista l’elaborazione di una bozza di strategia nazionale per l’IA nel settore della salute, dell’assistenza sociale e della difesa nazionale al fine di garantire un vantaggio tecnologico che renda il Paese “a science superpower in defence”.
Sono inoltre raccomandati il ricorso ai sistemi di IA per affrontare “big, real-world problems such as net zero” e la costruzione di un “open repository” al fine di consentire all’intera società civile di identificare e implementare soluzioni digitali ai problemi del mondo reale.
Infine, l’ultimo pilastro – “Governing AI effectively” – è volto a garantire “that national governance of AI technologies encourages innovation, investment, protects the public and safeguards our fundamental values, while working with global partners to promote the responsible development of AI internationally”.
La Strategia nazionale incoraggia, dunque, lo sviluppo di una “pro-innovation national position” volta a realizzare un quadro regolamentare sull’IA e a pilotare un AI Standards Hub che garantisca il coordinamento dell’impegno del Paese nella standardizzazione dell’IA a livello globale.
Al riguardo assume rilevanza centrale l’instaurazione di una rete collaborativa tra i regolatori di settore volta a garantire una maggiore coerenza regolamentare, riducendo così gli oneri normativi in capo ai fornitori di sistemi di IA: un approccio eccessivamente settorializzato, rileva il Documento, rischierebbe infatti di creare indebite sovrapposizioni e incongruenze idonee ad incidere sull’ affidabilità stessa delle tecnologie digitali.
È in questa prospettiva che la strategia nazionale propone la pubblicazione di una AI Assurance Roadmap, funzionale alla riunione delle tecniche di gestione dei rischi (come le valutazioni d’impatto, gli audit e la verifica indipendente rispetto agli standard), per fornire un toolkit uniforme per i regolatori di settore (per esempio, la FCA, Ofcom, MHRA) in una prospettiva volta allo sviluppo di un “mature AI assurance ecosystem in the UK”.
Il documento propone inoltre un’incentivazione dello sviluppo di nuove competenze per incrementare l’affidabilità, la trasparenza e l’accettabilità delle tecnologie algoritmiche, anche attraverso la previsione di standard intergovernativi e guide etiche sulla sicurezza dell’IA nel settore pubblico.
In una prospettiva a lungo termine, il rapporto menziona anche quella cd. Artificial General Intelligence (AGI) che, pur restando ancora un concetto fantascientifico, “we take the firm stance that it is critical to watch the evolution of the technology, to take seriously the possibility of AGI and ‘more general AI’, and to actively direct the technology in a peaceful, human-aligned direction”.
Pur a fronte di scopi comuni, la strada percorsa dal Regno Unito sembra separarsi da quella già battuta dell’UE sotto il profilo della tecnica normativa: la strategia nazionale infatti si caratterizza per una maggiore flessibilità sotto il profilo regolatorio – soprattutto con riguardo alla politica sui dati – volta a consentire uno sviluppo più libero ed innovativo del settore delle tecnologie digitali.
Ciò in coerenza con il documento “taskforce on Innovation, Growth and Regulatory Reform” pubblicato nel maggio 2021 in cui – nelle premesse metodologiche – si legge «Having left the EU, unnecessary rules need to be removed and those that remain should be re-written using common law methods and clear, simple English (…). It is not just the code-based approach that had an insidious effect on the UK’s regulation. The way the ‘Precautionary Principle’ has been applied by the EU has meant some innovations have been stifled due to an excessive caution that is often disproportionate to the associated risk. (…) Regulation should protect the rights of consumers, employees, citizens’ privacy and the environment: but effective and proportionate regulation should also seek to boost economic competitiveness».
Tale approccio regolamentare coinvolge anche la Proposta n. 7 recante la sostituzione del GDPR inglese con un nuovo quadro normativo che, se da un lato intende ampliare il controllo delle persone sulle informazioni personali, dall’altro mira a consentire un flusso più libero dei dati, guidando la crescita dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici e dell’economia digitale.