L’utilizzo dell'IA nell'arte: il nuovo dadaismo

09 settembre 2022

Di Serena Ricci

Marcel Duchamp con la sua Ruota di bicicletta posta su uno sgabello (1913) o ancora con Fontana (1917), realizzata con un orinatoio, introdusse il ready-made, metodo di sconvolgimento e derisione dell’arte tradizionale preferito dai dadaisti, utilizzando gli oggetti comuni per trasformarli in opere d’arte. 
Siamo sempre più spesso testimoni di nuovi esperimenti di trasformazione dell’arte grazie all’impiego dell’IA. Già nel 2014 Deep Dream è stato uno dei primi software di intelligenza artificiale progettato a scopi artistici da Google, per elaborare le immagini fornite dall’uomo ricreandole con uno stile surreale, ispirato al cervello umano. Una sorta di pareidolìa digitale, il ricondurre a forme conosciute forme già note, come quando da bambini ci stendevamo sul prato a guardare le nuvole illudendoci di riconoscere le forme di oggetti o animali. Deep Dream ha consentito di creare l’opera intitolata Ritratto di Edmond de Belamy, venduta nel 2018 ad un’asta di Christie’s per 432.500 dollari, raffigurante un gentiluomo ottocentesco, diverso da un ritratto classico per l’assenza di alcune fattezze del volto. Il ritratto riprodotto dall’intelligenza artificiale era tuttavia “orientato” da una squadra di giovani artisti e ricercatori in carne ed ossa, accomunati dalla passione per i sistemi di IA (Obvious).

“Portrait of Edmond De Belamy”, 2018

Nel gennaio del 2021 è stato presentato DALL-E, il sistema di intelligenza artificiale che, grazie alla modalità Outpainting, consente agli utenti di estendere l'immagine originale, creandone di nuove in qualsiasi formato. Un esempio la trasformazione dello sfondo nel dipinto di Vermeer La ragazza con l’orecchino di perla, al quale sono stati aggiunti una cucina, mobili ed altri accessori, mantenendo lo stile e le tonalità del dipinto originale. Alla stregua dei dadaisti come Duchamp, alcuni artisti hanno sfruttato le capacità di Outpainting di DALL-E per dissacrare o sconvolgere il significato di alcune note opere d’arte. 
L’IA riuscirà dunque ad aprire un nuovo percorso artistico rivisitando opere iconiche? Ha destato perplessità l’opera Théâtre D’opéra Spatial con la quale Jason Allen ha vinto il primo premio al concorso artistico della Colorado State Fair, creata grazie a Midjourney, un programma che genera immagini in base al testo digitato dall’utente. L’opera ha richiesto circa ottanta ore di lavoro durante le quali l’autore ha, mediante il programma, dato vita a centinaia di immagini e, scegliendone tre che ha stampato su tela, è risultato il vincitore. 

Outpainting di DALL-E su La ragazza con l’orecchino di perla di di Jan Vermeer

Dunque l’intelligenza artificiale produce vera arte, anche se non di livello, ma che comunque viene esposta nei musei e venduta all’asta. Curioso è che grazie alla collaborazione dell’IA, l’artista crea con quest’ultima una partnership. Stringendo un sodalizio con l’IA non si correrà il rischio di trovarsi coinvolti in un contenzioso come è successo a Maurizio Cattelan il cui collaboratore, Daniel Druet, ha avanzato la pretesa di essere considerato “autore unico” di otto sculture da lui realizzate e commissionategli, tra il 1999 e il 2006, da Cattelan. L’esecutore delle opere non ha trovato tuttavia soddisfazione nella giustizia francese che lo scorso luglio ha riconosciuto che l’arte è di chi la concepisce non dell’artigiano che la realizza, rigettando la richiesta di risarcimento di sei milioni di euro da parte di Druet e riconoscendo a Cattelan la paternità dell’idea.
Sarà dunque più avvincente osservare nel mondo dell’arte la capacità innovativa della collaborazione tra artisti umani e intelligenza artificiale piuttosto che preoccuparsi se quest’ultima potrà autonomamente dar vita a nuove forme d’arte. Un’esperta di intelligenza artificiale e di scienze cognitive come Margaret Boden definisce la creatività come “la capacità di creare idee nuove e dotate di valore” che, se incrementata mediante una collaborazione con l’IA, non potrà che portare giovamento agli appassionati sia di arte che di tecnologia.