Digitalizzazione, formazione e sostenibilità. Un approfondimento sul Corporate Heritage di Leonardo per l’International Museum Day 2022

18 maggio 2022

Di Claudia Fiasca

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, promossa dall’International Council of Museum ICOM per mettere in luce il potenziale educativo dei Musei e il loro impegno a costruire un futuro migliore, abbiamo rivolto alcune domande ai referenti del Sistema di Corporate Heritage di Leonardo, coordinato da Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine, per conoscerne meglio il pensiero e la visione su temi quali: innovazione culturale, digitalizzazione, educazione e sostenibilità.
“Il Potere dei Musei” è il tema di quest’edizione e considera tali realtà da tre diverse prospettive integrate tra loro: partner strategici nel raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030; potenziali innovatori in materia di digitalizzazione e accessibilità; precursori di nuove pratiche di conoscenza, e protagonisti di cambiamenti nella comunità. I Musei di Corporate Heritage di Leonardo giocano, inoltre, un ruolo fondamentale perchè promotori di innovazione tecnologica.
Conosciamo allora le voci di chi, ogni giorno, lavora per tutelare e promuovere il patrimonio industriale di Leonardo – fatto di conoscenze e collezioni – per trasmettere valori e competenze necessarie a costruire il mondo di domani.

Claudia Cerioli, Responsabile Archivi Fondazione Ansaldo, Genova
La Fondazione Ansaldo con il progetto di digitalizzazione “Archimondi” presentato lo scorso novembre, sta lavorando per rendere accessibili online alcuni importanti fondi archivistici. Quali, ad oggi, i riscontri avuti da parte dell’utenza, sia più generalista che specialistica?

Archimondi è stato accolto dall’utenza di Fondazione Ansaldo, sia essa più generalista o specialista, con grande favore, soprattutto per la facilità di navigazione, per la possibilità di effettuare ricerche trasversali su più archivi e per la perfetta leggibilità dei documenti digitalizzati. In molti casi questi fattori hanno reso superflua la consultazione degli originali da parte dei richiedenti, evitando così sia la movimentazione della documentazione e il conseguente deterioramento, sia eventuali spostamenti, onerosi in termini di tempo e di risorse economiche, da parte dell’utenza, confermando la vocazione all’inclusività propria dei progetti di digitalizzazione in generale, e nello specifico del progetto Archimondi. In termini numerici, da novembre a oggi, gli archivi digitalizzati della Fondazione Ansaldo hanno ricevuto complessivamente oltre 25.000 visite. Si è notato inoltre come, in seguito a un primo approccio “virtuale” alla Fondazione, siano aumentate le richieste di visite guidate in presenza da parte del pubblico più generalista, e di percorsi didattici da parte degli istituti scolastici del territorio.

Alessandra Vesco, Focal Point Museum e Archivies Leonardo, Museo e Archivio Storico Breda Meccanica Bresciana, Centro di Documentazione Archivio Storico Oto Melara, La Spezia, e Museo e Archivio Storico Wass, Livorno
Nel corso di questi anni abbiamo visto crescere il patrimonio dell’attuale Divisione Elettronica di Leonardo con il rinnovo degli spazi espositivi e l’apertura al pubblico del Museo della Wass. Si è lavorato, inoltre, al potenziamento della fruizione degli stessi, anche grazie all’apertura settimanale – a partire da marzo scorso – del Centro di Documentazione Archivio Storico Oto Melara. Quanto ha influito in questi progetti l’attività di digitalizzazione, precedentemente condotta, sul patrimonio archivistico?

I nostri musei aziendali sono luoghi di cultura aperti, spazi per esperienze condivise e collettive. Le attività di digitalizzazione moltiplicano le strade di accesso, offrono percorsi differenziati e aiutano a strutturare la relazione tra contenuti e testimonianze materiali in modi creativi e originali. Un esempio: il nostro progetto di digitalizzazione di filmati storici aziendali “La fabbrica in pellicola” consente ai visitatori di interfacciarsi con un portale di consultazione su pc stand alone semplice e intuitivo. Il documento su pellicola riesce così a trasmettere il suo contenuto in modo diretto e senza bisogno di proiettori, continuando a essere uno strumento di memoria accessibile e dialogando con i mezzi collocati fisicamente nella vicina area espositiva.


Roberto Garberi, Archivista presso Archivio Storico Agusta, Cascina Costa (VA)
Il Museo Agusta racconta di un passato industriale strettamente legato alla storia del territorio e offre, grazie al supporto dei seniores volontari, un’esperienza che è trasversale a produzioni storiche, vita dell’impresa – oggi Divisione Elicotteri di Leonardo – e patrimonio archivistico custodito dell’omonima villa del Conte. Quali sono gli impatti riscontrati sulla comunità e sul territorio?

L'attrazione esercitata dal Museo e dell’Archivio Storico Agusta ha sempre avuto un bacino di riferimento prossimo alla sua realtà, dovuto alla presenza - centenaria - dell'Azienda nel territorio. Si è notato, tuttavia, negli ultimi cinque anni, un crescente interesse da parte dell’utenza sia nazionale che internazionale. Abbiamo avuto in visita alcune Associazioni Arme Aeronautiche (con sedi in varie regioni), Motoclub di differenti marche (attratte dalla storia della mitica MV Agusta), studenti di Istituti Tecnici Professionali e universitari del Politecnico di Milano, dell'Università degli Studi di Milano e dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza. Entro il 2023, il Museo aggiornerà il proprio percorso espositivo nell'ottica di proporre nuovi contenuti anche attraverso le nuove tecnologie digitali. Per l’Archivio Storico, invece, è in avvio un progetto di potenziamento della digitalizzazione del patrimonio per consentire una maggiore fruibilità di alcuni principali nuclei documentali anche da remoto. 


Marco Valerio Bonelli, Responsabile Museo dell'Industria Aeronautica e del Centro di Documentazione Storica Leonardo di Torino
Le realtà culturali della Divisione Velivoli di Leonardo rappresentano, grazie alla collaborazione dei seniores aziendali e del GAVS - Gruppo Amici Velivoli Storici di Torino, un esempio di sostenibilità culturale, integrata a quella già promossa dall’Azienda. Aspetti quali la manutenzione delle collezioni e la gestione del patrimonio storico documentale, si traducono per il visitatore, in un’esperienza di visita multidisciplinare che abbraccia trasversalmente un pubblico ampio e non solo di appassionati. Come è cambiato, nel tempo, la percezione e l’interesse del pubblico?

La nostra realtà museale e archivista nasce inizialmente come uno strumento di comunicazione interna, rivolto direttamente ai dipendenti e alle loro famiglie per rafforzarne l’identità e l’appartenenza aziendale, la cultura aeronautica e la conoscenza della materia. Progressivamente, con l’apertura del Museo a iniziative promosse dalle istituzioni nazionali e locali, e dalla Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine, il pubblico è radicalmente cambiato e oggi registriamo un grande interesse da parte di visitatori non solo “aeronautici” ma anche “generalisti” e internazionali, sebbene in gran parte sempre con un forte interesse per l’aviazione. Questo ci ha spinti a rivedere il percorso espositivo, arricchendolo con strumenti, modelli e apparati, in modo da integrare la collezione dei velivoli, e mostrare in modo più completo i cento anni di storia della tecnologia aeronautica e la sua evoluzione futura che oggi è possibile toccare con mano presso il Museo di Caselle.

Vanni Ammannati, Focal Point Museum e Archives Leonardo, Museo delle Officine Galileo, Campi Bisenzio (FI)
Il Museo delle Officine Galileo ha una vocazione educativa rispetto soprattutto alle giovani generazioni. Quale la strategia adottata per avvicinare i ragazzi e le ragazze di oggi alla vostra collezione museale?

Il Museo nasce per la volontà di coltivare la memoria di storia vissuta e lavorata in Azienda. Al mio ingresso in fabbrica, tradizione, storia - e relativa diffusione - erano considerati valori fondamentali al pari del corretto utilizzo delle macchine utensili o delle competenze tecniche. L’esperienza dice che hanno generato attaccamento, dedizione e interesse per l’Azienda. Valori, questi, che cerco di trasmettere ai nuovi. Il Museo è un vero catalizzatore, coniugando passato, presente e futuro in un connubio virtuoso di esperienze, racconto e aspirazioni. La realtà museale infatti ha la capacità di veicolare i valori e la nostra storia ai giovani, e il coinvolgimento di alcuni di loro per le visite guidate suscita nuovo interesse fra altri giovani colleghi.


Floriana Vizzari, Responsabile Museo del Centro Spaziale del Fucino Telespazio, Ortucchio (AQ)
Il Museo di Telespazio, entrato nel 2021 nel patrimonio di Corporate Heritage di Leonardo, è un esempio concreto di come una realtà culturale d’impresa può promuovere quei valori condivisi dall’intera comunità globale. Come si è evoluta la narrazione del Museo rispetto ai grandi cambiamenti del nostro tempo?
 
Fin dalla sua inaugurazione, il Museo di Telespazio ha avuto fra gli obiettivi la diffusione, attraverso il racconto storico, dei valori che guidano da sempre l’Azienda, primi fra tutti la sostenibilità e l’attitudine a innovare.
Nel Museo sono presenti le attrezzature originali con cui nel 1961 i pionieri di Telespazio portarono l’Italia nel mondo delle comunicazioni satellitari. Non è soltanto un pezzo di Storia, guardando quegli strumenti si possono intravedere gli sviluppi che nei decenni a venire avrebbero portato l’Azienda a offrire soluzioni per comunicazioni sempre più sicure e efficienti, o per il superamento del digital divide. Si è scelto di dare particolare risalto anche a due immagini telerilevate risalenti al 1977. Per l’Azienda rappresentano la nascita di un nuovo business e, in fondo, la partecipazione di Telespazio ad ambiziosi programmi di osservazione della Terra, come COSMO-SkyMed e Copernicus, è figlia proprio di quelle primissime immagini.  


Giovanni Minei, Focal Point Museum e Archives Leonardo, Museo del Radar, Bacoli (NA) 
Il Museo del Radar sarà presto protagonista di un progetto di formazione per rilanciare l’importanza dell’innovazione tecnologica del settore. Quali sono le prospettive percorribili e quale approccio sarà considerato in vista di una nuova riapertura al pubblico?

Il Museo del Radar rappresenta un elevato valore patrimoniale e culturale dell’Azienda, d’interesse per studiosi del settore, di supporto alla formazione, di attrazione per la promozione di eventi. Leonardo con il CNR e il CNIT ha presentato un progetto in ambito PNRR per la riqualificazione di alcune aree del sito industriale del Fusaro per realizzare un’infrastruttura di Ricerca, Sviluppo e Innovazione, un ecosistema sostenibile con al centro aspetti di redditività sociale, formazione e dissemination, al fine di attirare l'interesse sul territorio con iniziative di sensibilizzazione e promozione.
Ciò può rappresentare una prospettiva di rilancio del Museo, con nuove opportunità e modalità di visite unitamente ai nuovi laboratori realizzati, in un ideale percorso nella storia del radar, tra passato, presente e futuro.