L’astronauta Roberto Vittori pronto per la quarta volta nello spazio

26 ottobre 2021

Di Danila Aprea

È proprio vero “diamo alle cose il proprio nome!”. Roberto Vittori non è solo astronauta ma ricercatore, collaudatore e cosmonauta, oltre che esperto di space diplomacy. Ha volato tre volte nello spazio. È stato addestrato anche dai russi e dagli americani. Dopo centinaia di ore di volo aeronautico e spaziale, con la sua specialità in missioni sperimentali di breve durata, potrebbe essere il candidato ideale per l’ormai imminente missione di circumnavigazione lunare.

Ed in effetti è il “senior astronaut” di ESA ovvero quello con maggiore esperienza. Dei tanti astronauti europei di varie nazioni, tra Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Belgio, Olanda, Danimarca, il più esperto e competente è lui. Roberto Vittori, Italiano. L’unico in servizio che ha volato sia a bordo dello Space Shuttle che della Soyuz. Il suo modo di definire la vera forza dell’ESA è: “Unity and Diversity”. Questo per sottolineare e valorizzare le caratteristiche distintive della nostra cultura.

Nel 1957 per la prima volta siamo andati nello spazio con un oggetto fatto dall’uomo. Fino a quel momento lo spazio esisteva come osservazione con i telescopi, non si considerava ancora la possibilità di percorrerlo.

E Vittori ha 57 anni, coincidenza, è stato candidato dall'Agenzia spaziale italiana (Asi) per una nuova missione sulla Stazione spaziale internazionale (Iss). Probabilmente la Dragon di SpaceX o, con un poco di fortuna in più, la capsula Orion di NASA. L’immaginario diventa reale.

Lo spazio ha una dimensione astratta e fisica; passa da quello fisico fino a quello tecnologico passando dal tecnico, la distanza tra i corpi celesti.

Lui è un visionario e le sue passioni vanno dall’Aeronautizzazione delle tecnologie spaziali all’economia sostenibile. Il suo modello di transizione ecologica si focalizza su una economia basata sull’idrogeno estratta dal ghiaccio secco dei poli lunari.


Roberto Vittori fluttua nel modulo Destiny della Stazione Spaziale Internazionale durante la missione STS-134.

 

Ci chiediamo per quale motivo si esplora lo spazio; per quale motivo si investono risorse ingenti per spingere il confine del conosciuto al di fuori dell’atmosfera. Vittori sostiene che le possibili motivazioni sono molte, ma una di quelle che ritiene più importante è proprio questa ovvero trovare al di fuori dell’atmosfera il vero punto di equilibrio a salvaguarda dell’ecosistema terrestre: estrarre risorse e materie prime dal di fuori dell’atmosfera per portare poi energia pulita sul pianeta terra. Lo spazio come grande opportunità, forse l’unica, per una crescita veramente “clean” della “global economy”.

È stato il coordinatore dell’ultima ricerca di Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine, presieduta da Luciano Violante che si è conclusa con la conferenza “G20/L’Italia per lo Spazio”.

Nella Conferenza c’è stato un punto di vista diverso; un contributo di chi guarda dallo Spazio verso la Terra. Si è partiti da un’angolazione che ricorda vagamente il concetto dell’infinito, dell’origine di ogni cosa e della possibilità - come scrisse Dante nel Paradiso - di vedere ogni punto da ogni luogo. Individua l’origine di ogni cosa ricorrendo non alla fede o alla teologia, ma alla fisica.

Non altrimenti il triunfo che lude

sempre dintorno al punto che mi vinse,

parendo inchiuso da quel ch’elli ‘inchiu.

E chissà se Vittori direttamente dallo Spazio potrà offrirci un’altra lezione perché l’immaginario con lui diventa sempre più reale.