Marzo 2022
Questo numero di Civiltà delle Macchine era stato pensato e chiuso prima della guerra in Ucraina. La fiducia, a cui il numero è dedicato, resta una questione centrale anche nelle relazioni internazionali. Troverete una breve ricognizione sul tema in relazione alla società, alla scienza, alla credibilità delle classi dirigenti e all’atteggiamento degli individui e delle imprese. Tra gli autori di questo primo numero del 2022 Aldo Bonomi, Michela Marzano, Roberto Battiston, Maria Prodi, Chiara Cappelletto, Marco Imarisio, Pietro Reichlin, Tommaso Pincio e Barbara Frandino.

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In questo numero

Una virtù politica

Di Chiara Cappelletto

L’alleanza tra istituzioni e cittadini costituisce una condizione imprescindibile per la salute del regime democratico del paese. Questa alleanza altro non è che l’espressione di una fiducia reciproca, che si costruisce e si corrobora grazie ai discorsi, alle argomentazioni, ai ragionamenti tenuti pubblicamente da figure autorevoli per persuadere individui e gruppi su questioni di rilievo collettivo.

La società fuori squadra

Di Aldo Bonomi

Da anni ci interroghiamo sui motivi per i quali viviamo in tempi di fiducia scarsa e di crisi dei meccanismi sociali, economici e politici che ne favoriscono la riproduzione. La scienza triste dell’economia ci ha insegnato a considerare la fiducia una merce fondamentale per oliare il ciclo degli investimenti, riguardino questi la sfera delle istituzioni, delle imprese o dei singoli individui.

La scienza nel secolo delle catastrofi annunciate

Di Roberto Battiston e Maria Prodi

Per avere fiducia nella scienza e nei suoi risultati occorre innanzitutto capire come funziona il progresso scientifico, basato sul lavoro coordinato di centinaia di migliaia di persone impegnate a interrogare la natura applicando metodi rigorosi, razionali e sperimentali, come Galileo Galilei ci ha testimoniato, per primo, nelle sue opere.

Quattro minuti e venti secondi

Di Barbara Frandino

I due amanti hanno microfoni collegati al petto col nastro adesivo, così che gli altoparlanti possano amplificare il battito forsennato dei cuori e il ritmo sempre più accelerato dei respiri. Se ne stanno aggrappati a un arco e a una freccia e si guardano negli occhi. L’arco è nelle mani di lei, la freccia tra le dita di lui.

Quando eravamo al sicuro

Di Tommaso Pincio

All’incirca nel 2015, per un anno o forse due, la migliore libreria della capitale è stata un tratto di marciapiede in piazza di San Giovanni in Laterano, per l’esattezza il tratto compreso tra le Mura aureliane e via Sannio. In quel punto della città, per un anno o forse due, una famiglia napoletana prendeva abusivamente possesso del selciato per adibirlo alla vendita di libri usati, pescati in cantine o chissà dove.

Progettazione morale

Di Roberto Garavaglia

Il moderno vivere si caratterizza dall’impiego in quantità sempre crescente di beni e servizi, a loro volta caratterizzati da contenuti tecnologici sempre più sofisticati e complessi. Ci aspettiamo, in maniera più o meno conscia, che queste tecnologie soddisfino le nostre attese svolgendo il loro compito secondo le nostre necessità, che siano affidabili nel tempo, che i loro costi siano quelli attesi e che siano sicure da usare.

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Dopo sessant’anni torna Civiltà delle Macchine, uno spazio colto e libero, aperto ai pensieri e ai soggetti che possono aiutarci a capire, conoscere e interpretare la modernità.

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